Stagione scorsa, quarti di Coppa Italia, il Napoli sfida l’inter e dopo una partita dominata usciamo sconfitti ai rigori. Ieri sera la stessa partita con la differenza che il Napoli sconfigge i nerazzurri e approda meritatamente in semifinale. Gli intertristi reclamano un rigore “grande quanto una casa” non dato dall’arbitro ma ribatto: dove? di seguito l’immagine dove si vede che il fallo, se c’è stato, è iniziato fuori area. Inoltre se quello è fallo, il Napoli avrebbe dovuto avere una infinità di rigori solo in questa stagione, nel particolare almeno due domenica scorsa a siena. Lo stesso siena che incontreremo nella doppia partita di semifinale. L’arbitro invece, a ben guardare, avrebbe dovuto espellere nel primo tempo il nano olandese per un fallaccio da macellaio su Gargano, ha rischiato di spezzargli tibia e perone, e il rumeno col caschetto per doppia ammonizione. Che tristezza vedere i direttori di gara cagarsi sotto contro i poteri forti del calcio italico. Infine quando gli avversari non impostano la partita difendendosi in 11 giocando e solo per bloccare il gioco del Napoli i nostri mostrano di che pasta sono fatti mettendo sotto tutti. Anche se nel primo tempo anche l’ex ambrosiana si era messo in campo con un 5-4-1 bloccandoci sullo 0 a 0, poi nella ripresa il loro allenatore ha cambiato le carte in tavola ed è finita come tutti sanno.

Cronaca

Contrariamente alle ultime indicazioni tattico-finanziarie, il monte-ingaggi del Napoli (41,2 milioni di euro) elimina dalla Coppa Italia il monte-ingaggi dell’Inter, più di tre volte superiore (145 milioni). Il Napoli piega al San Paolo la corazzata di Ranieri (2-0) che fallisce l’operazione di zittire lo stadio napoletano con una prestazione mirabolante della sua squadra (che non c’è stata) dopo otto vittorie consecutive. Doppietta di Cavani, primo gol su rigore. Inter incenerita. Ranieri non ha mai vinto contro Mazzarri, e questo almeno è confermato. Il Napoli incontrerà il Siena nelle due partite di semifinale (8 febbraio e 21 marzo) per una rivincita sul pareggio in campionato. Ma è una squadra “piccola”. Dobbiamo allarmarci? In partenza il Napoli fa a meno di Pandev (!), il più in forma, per schierare i tre vecchi tenori. Il macedone è in panchina e quando entrerà sarà decisivo (assist per il secondo gol di Cavani). Conferma Inler e avvicenda Dossena con Zuniga. All’Inter mancano Lucio e Pazzini, influenzati, ma schiera una signora formazione (16 gol nelle ultime sette partite di campionato, due soli due gol al passivo). Il Napoli di gol ne ha subiti troppi nelle ultime sette gare (10). Clima polare per i 35mila del San Paolo e partita congelata dalla tensione delle due squadre, soprattutto da parte dell’Inter che nel primo tempo bada solo a difendere. E’ partita unica per superare i quarti di Coppa Italia. Vietato perdere. Alla fine, l’Inter risulterà troppo attendista e accennerà a svegliarsi dopo il vantaggio di Cavani. Inserisce Alvarez per vivacizzare i suoi attacchi. Gioca la ripresa costantemente nella metà campo del Napoli e De Sanctis è chiamato a qualche intervento audace. Ma l’Inter non riesce a passare. Il Napoli si difende a volte con affanno, non governa più la palla, la perde dopo ogni contrasto, ripiega e soffre, ma alla fine vince, beffando la squadra milanese in contropiede per il raddoppio, nel recupero. Non si può dire che il Napoli sia completamente guarito dalle delusioni del campionato, però il successo ne risolleva il morale. E Cavani, dopo il rigore fallito a Siena, si è riscattato. Il Napoli è apparso stanco nel finale, ma ha stretto i denti. Qualche pasticcio in difesa, però rimediato. Lavezzi non sembra recuperato pienamente dopo l’infortunio. Il Napoli ha giocato in umiltà meritando la vittoria. Si comincia a ritmi bassi, preferiti dall’Inter che si rannicchia nella sua metà campo e aspetta. Isolato, avanti, Milito. Ranieri chiede a Sneijder di giocare da seconda punta. Ma l’Inter non riesce a costruire gioco. Lo fa il Napoli però lentamente. Lavezzi rientra profondo per avviare l’azione. Sfugge a Maggio una ghiotta palla-gol (15’) quando, sul lancio di Gargano, a tu per tu con Castellazzi si fa toccare il pallone in angolo dal portiere. Poi è Gargano a sfiorare un palo su punizione (19’). C’è più Napoli che Inter. Sneijder nervosissimo fa un brutto fallo su Gargano (29’) dopo un errore di Aronica: né punizione, né “giallo”. L’arbitro Celi sembra incerto. Come nell’azione in cui Chivu sbilancia Cavani al limite (35’) e non prende nessuna decisione. Il tiro di Aronica dal limite interista, assist di Hamsik, è troppo centrale per impensierire Castellazzi (40’). Poi un tiro incrociato di Marekiaro si perde oltre il palo più lontano (42’). Primo tempo noioso. L’Inter si affaccia poche volte nell’area di De Sanctis. Un tiro debole di Sneijder è parato (16’). Un colpo di testa di Samuel, su corner, finisce tra le mani del portiere azzurro (23’). Ma sono azioni sporadiche. E’ netto lo sgambetto di Thiago Motta su Cavani che apre le ostilità nella ripresa. Il Matador stavolta non sbaglia dal dischetto (50’). L’Inter, allora, si dà una mossa. C’è Alvarez per Obi ed è un’altra musica, ma il giovane argentino fa troppo l’individualista (Mazzarri gli mette Gargano alle costole). C’è anche l’ombra di un rigore nell’area napoletana (57’ Maggio sbilancia Milito). E l’Inter ormai gioca nella metà campo del Napoli. Gli azzurri hanno meno forze e non riescono a ripartire. Pandev al posto di Lavezzi (65’). De Sanctis deve intervenire più volte (69’ Alvarez gli regala però la palla-gol, poi tre interventi consecutivi del portiere azzurro all’86’). Nel frattempo, seppure a fatica, il Napoli ha buone opportunità per colpire ancora. Nel momento del tiro, Cavani si fa chiudere da Samuel (71’ assist di Pandev). Il macedone conclude alto al volo (72’ su imbeccata di Cavani). Gargano si ritrova a tu per tu con Castellazzi e perde l’attimo decisivo per batterlo (80’). Inler ancora giù di corda cede il posto a Dzemaili (81’). Entra Dossena per Hamsik (87’) fortificando l’assetto difensivo. Le iniziative di Sneijder, i ghirigori di Alvarez e i cross di Maicon non portano a nulla. Milito è chiuso dai centrali azzurri. Con l’Inter tutta sbilanciata in avanti, Pandev innesta il contropiede lanciando Cavani in area. Il Matador evita Ranocchia, dribbla Castellazzi e raddoppia (93’). Il recupero che doveva dare speranze all’Inter si risolve nel successo pieno del Napoli.

Mimmo Carratelli

Tabellino

Pagelle

De Sanctis 7 – Salva il risultato con un paio di prodezze nella stessa azione durante la massima spinta intertriste.

Campagnaro 6 – Non brilla ma in netta rispresa contro avversari più forti rispetto alle recenti prestazioni.

Cannavaro 7 – Il pricipe piagnone segnava gol a raffica, Paolino lo annulla.

Aronica 6,5 – Per ben 2 volte si è trovato in zona gol, cosa per lui straordinaria! Svolge alla grande il suo ruolo mostrando il suo “sinistro magico” come definito dai telecronisti rai. Non gli metto di più per il gol mangiato nel primo tempo.

Maggio 6 – Si ritrova di fronte quel fulmine di obi e lo mette sotto come è giusto che sia. Poi il nigeriano esce e si trova a difendere di più rischiando qualcosina.

Gargano 7 – Lo “specialista dei calci piazzati” come lo hanno definito gli attenti telecronisti ha sciorinato una grande prestazione, sfiorando un paio di volte il gol e coprendo le lacune date dal momento no del suo compagno di reparto.

Inler 6 – Di fiducia e perchè nell’azione del primo gol voglio credere che sia stato anche il suo pressing a far perdere la palla al mottino.

Zuniga 6,5 – “Migliore in campo” per mamma rai. Con la sua verve offensiva tiene a bada uno come maicon che certo non è un cretino.

Hamsik 6 – Non si fa vedere molto in zona gol svolgendo però una buona prestazione dal punto di vista tattico.

Lavezzi 6 – Non è ancora al top della forma e non incide perchè nel primo tempo gli avversari si difendono a riccio.

Cavani 9 – 51 GOL con la doppietta di ieri, basta questo per giustificare il voto. Grande matador, 51 gol in 72 gare!

Dzemaili 6,5 – Imposta i contropiede e prova pure le conclusioni da lontano.

Pandev 6,5 – Sempre utile con le sue giocate.

Dossena sv

Prima del CdS

Sintesi

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Eelst – Minchia Nullatenente

Pubblicato: 25/01/2012 in fun, musica

Dopo le recenti verifiche fiscali in quel di Cortina ecco la versione dei fatti musicata dagli Elii nel nuovo show della Dandini The Show Must Go Off:

Mezza paliata senese.

Pubblicato: 23/01/2012 in calcio napoli

Come voleva dimostrare dalla disanima tattica fatta in occasione del precedente turno di campionato il Napoli è stato bloccato pure da quella squadretta del siena. C’è da ammettere che qualche miglioria tattica c’è stata almeno per quanto i rinvii dal fondo, è Marek che torna indietro a creare la superiorità per ricevere palla a terra solo che il meccanismo non è stato ancora del tutto assimilato. Basta pensare all’azione della traversa presa in piena dall’ex arciere azzurro: Morgan passa ad Hamsik che da a Campagnaro, il quale va in bambola come il Capitano lasciando l’avanti senese solo davanti la porta. Urgono altri rimedi. Non sono per cambiare il modulo in quanto vincente. Però la difficoltà è palese tanto che anche in conferenza stampa i nostri non sanno che dire. Mazzarri se ne è uscito con fesserie colossali spero non dette con serietà ma solo per lasciare libera la squadra.

Onore a Pandev che, in un bruttissimo Napoli, si batte, corre, serve, scambia e, nel finale disperato degli azzurri, acciuffa il pareggio a Siena (1-1) con un gran colpo di testa, da campione autentico, e sfiora una “personalissima” vittoria che una super-parata di Pegolo gli nega nei minuti di recupero. Quinto gol del macedone, già decisivo nel pareggio contro la Juventus con una “doppietta” e nell’eliminazione del Cesena dalla Coppa Italia. Secondo pareggio consecutivo del Napoli dopo la scorpacciata di gol contro Palermo e Genoa e terzo posto-Champions ancora più lontano (-9). In dubbio anche un piazzamento per l’Europa League. Ora c’è anche la Roma, con Lazio e Inter, più avanti degli azzurri. E’ tornato Lavezzi, dopo tre settimane di stop. E’ entrato nel secondo tempo (56’) ed è sembrato che il Napoli prendesse a volare. Ma il calcio è un grande mistero. Entra Lavezzi e segna il Siena! Calaiò, l’ex arciere azzurro, centra l’ottava rete stagionale (sette in casa). Aveva già colpito la traversa nel primo tempo scuotendo le labili sicurezze del Napoli. E’ stata una trasferta deprimente in cui Cavani si fa parare un rigore (terzo penalty a favore, nessuno segnato) mentre la squadra era sotto 0-1. A procurarsi il rigore era stato Lavezzi. C’è stato un solo tenore in campo, il generosissimo macedone che non si è arreso mai alla partita contraria. Il Siena azzecca un match difensivo con rari contropiedi. Ma la verità è che nel Napoli languono i maggiori paladini dei successi antichi. Svaniscono le energie di Maggio e Campagnaro. Non trova più i tempi Cavani. Hamsik sbaglia palloni facili. Inler non c’è proprio, lento, mai illuminante. E, in difesa, quando c’è da combinare un pastrocchio sono sempre pronti. Il gol di Calaiò è un omaggio dei tre difensori. Aronica fuori posizione sul cross di Vergassola, Campagnaro tagliato fuori, Cannavaro a vuoto nel duello aereo sul colpo di testa vincente del centravanti. A completare l’opera, Inler si era fatto superare in tromba da D’Agostino all’avvio dell’azione. Brutto, bruttissimo Napoli che il Siena ingabbia rinunciando al collaudato 4-4-2 e schierando un fitto 3-5-1-1. La difesa a tre non soffre contro un Napoli poco incisivo. A centrocampo intensità a mille e superiorità numerica in fase di contenimento. Arretra persino Brienza a sostenere il centrocampo, che difende a sei, lasciando solo Calaiò in avanti. Il Napoli si perde nella ragnatela toscana che propone gli esterni Del Grosso e Vitiello incollati a Maggio e Dossena sulla fasce. D’Agostino gioca arretrato e sfugge al controllo di Inler. Gargano gira a vuoto contro Vergassola. Nella difesa del Siena due ex azzurri, Terzi e Contini. Cavani non la sfonda mai, Hamsik sbaglia l’ultimo tocco, Maggio non vince un solo duello con Del Grosso. Meglio Dossena su Vitiello (e l’azzurro scoccherà il cross del pareggio). Pandev è l’unico a creare difficoltà ai toscani. Il macedone gioca al centro con grande movimento, Cavani a sinistra, quasi sempre lontano dall’area senese, Hamsik a destra molto attivo ma col passare del tempo impreciso, Gargano avanzato ma con poca lucidità. Il Napoli parte bene. Impegna Pegolo con una punizione bassa di Pandev (7’). Cavani, pressato, manda a lato il colpo di testa (11’ cross di Dossena). Hamsik spreca un contropiede (14’) e un assist per Pandev (19’). Il Siena è tutto dietro la linea della palla. Pegolo para in tuffo un tiro di Cavani (23’). Un colpo di testa ravvicinato di Campagnaro viene ribattuto da Vitiello avvinghiato ad Hamsik (25’) nell’area piccola. Alto un colpo di testa di Campagnaro (29’). Il Siena viene fuori dopo la mezz’ora con i primi tentativi offensivi. Un tiro lungo a scendere di Calaiò finisce fuori (40’). Succede di peggio quando Campagnaro respinge male, Cannavaro entra a vuoto su Calaiò che fila davanti a De Sanctis e lo supera con un “cucchiaio” che si conclude contro la traversa (43’). Poco dopo, su corner, in mischia, Vitiello alza oltre la traversa nell’area piccola (44’). Due palle-gol sfumate. Gli episodi finali del primo tempo danno coraggio al Siena e Mazzarri manda in campo Lavezzi (56’ per Gargano). Pegolo è lestissimo a uscire sui piedi di Lavezzi e Cavani lanciati in gol da Pandev (62’ e 63’). Il Pocho è devastante a destra e Terzi salva in angolo (65’). Poi il patatrac del gol di Calaiò che non esulta (67’). Il Siena supera le incertezze dopo l’ingresso di Lavezzi e difende in massa il vantaggio. Mazzarri mischia le carte (70’): dentro Dzemaili per l’opaco Inler e Zuniga al posto di Campagnaro. C’è sempre Pandev che si batte con foga. Gli sfugge il tocco in rete quando Pegolo non trattiene la palla sul colpo di testa di Cavani (77’). Ed ecco, dopo gli errori sul gol di Calaiò, l’errore di Cavani dal dischetto quando l’arbitro concede il rigore per l’entrata di D’Agostino su Lavezzi nei sedici metri. Il Matador va alla battuta con una rincorsa corta scoccando un tiro prevedibile che Pegolo indovina e respinge (78’: il portiere senese in Coppa Italia ha parato due rigori a Palermo consentendo al Siena di proseguire in Coppa Italia). Siamo al momento disperato del Napoli che attacca con Zuniga e Maggio a destra, Dossena e Lavezzi a sinistra, Cavani e Pandev al centro, mentre Hamsik retrocede a proteggere la linea mediana a fianco di Dzemaili (l’aveva già fatto con Inler). Il Pocho, col passare dei minuti, regge poco e sbaglia. Usciva Calaiò esausto (80’ dentro Destro). Luce artificiale sul campo e buio Napoli. Ma arriva il pareggio di Pandev che, pressato, realizza con un colpo di testa a fil di palo (86’ cross di Dossena). Poi, nei quattro minuti di recupero, la paratissima di Pegolo sulla conclusione di Pandev (92’ assist di Lavezzi). Campionato compromesso e mercoledì sera c’è l’Inter per la Coppa Italia (quarti di finale, partita secca).

Mimmo Carratelli

Statistiche

Pagelle

De Sanctis 6 – Come al solito incolpevole sul gol, si segnala per qualche buona uscita.

Campagnaro 5 – Calaiò sottoposto alle sue marcature diventa Eusebio.

Cannavaro 4 – Quello che combina sul gol avversario lo sa solo lui. Inoltre si fa prendere spesso di infilata.

Aronica 5 – Il meno peggio del reparto, irritante però in fase di impostazione.

Maggio 5 – Quando viene marcato stretto e non ha spazio per andare in velocità fa più danni che cose giuste.

Gargano 5,5 – E’ più inconcludente del solito.

Inler 4 – Che fine abbia fatto il miglior centrocampista dello scorso campionato è un mistero, inpalpabile e responsabile sul gol subito.

Dossena 6 – Oltre al cross vincente per la testa di Pandev è sembrato più vispo del solito. Sarà che la luce del sole lo esalta… mah…

Hamsik 5 – Gli viene affidato il ruolo di uomo ovunque ma sbaglia spesso il passaggio finale. Inoltre almeno un paio di volte avrebbe fatto meglio a tirare in porta piuttosto che passare dato che il tiro ce l’ha.

Cavani 5 – Solita partita fatta di generosità e scatti brucianti. Non gli perdono però quel rigore non tanto perchè se lo è fatto parare (che può starci) ma perchè lo ha tirato quasi da fermo. Mai aveva fatto così.

Pandev 6,5 – Gol e magie durante tutta la partita. Quando lo spazio non c’è si sopperisce con la classe e in tutta la squadra ce l’ha solo lui. Migliore in campo.

Lavezzi 6 – Si procura il rigore ma subito dopo entrato si mangia il gol del vantaggio non stoppando bene la palla

Zuniga e Dzemaili 6 – Cercano di fare quello che possono.

Prima del CdS

Sintesi

Pac-Math!

Pubblicato: 22/01/2012 in arte, fun

In molti sanno la storiella che il famosissimo gioco Pac-Man (che si pronuncia pecman) in origine era destinanto a chiamarsi Puck-Man (pronuncia pacman), nome molto assonante al verbo pak che in lingua giapponese significa mangiare. Poi alla Namco scoprirono che nei paesi anglofoni a qualche buontempone bastava cancellare un pezzettino della P per trasformare il gioco in Fuck-man (parola volgare che bonariamente possiamo tradurre in fotti-uomo). Perchè questo preambolo? perchè ho da poco scoperto Pac-Math, il Pac-Man per chi conosce un po’ di matematematica e trigonometria:

Soccia, che figura di merda!

Pubblicato: 20/01/2012 in calcio napoli

Fallisce la rimonta in quella che sulla carta era la partita più facile, bravi però gli avversari e il loro allenatore che contro di noi si esalta sempre. Il Napoli in quanto squadra da “calcio meraviglia” perfetto mix tra estro, tecnica e tattica (almeno nella passata stagione e in Champions) è divenuto oggetto di studio da parte di tutti gli esperti del settore che carpendone i pregi ne hanno pure inteso i difetti. Il nostro gioco “spumeggiante” si basa sulla continua superiorità numerica in attacco data dai 3 attaccanti fissi in avanti. Essi sono supportati da 4 centrocampisti in modo da eludere una possibile inferiorità numerica nel settore nevralgico e da permettere il gioco anche sulle fascie. In pratica in fase di possesso palla il Napoli gioca con 3 attaccanti più 2 ali, cioè 5 giocatori d’attacco contro i classici 3 o 4 delle altre squadre. Per potersi permettere un gioco del genere servono almeno un centrocampista costantemente dietro la linea del pallone, che aiuta nei raddoppi in fase di marcatura, e 3 difensori centrali fissi. Il tutto condito da un gioco corale di movimenti studiati al millimetro e dalla voglia di sacrificarsi di tutta la squadra quando la palla l’hanno gli avversari. Questo modo innovativo di giocare se fatto bene porta vantaggi notevoli (Zaccheroni, il primo a importarlo in italia, ci campa ancora di rendita). Il problema ora è che capito il trucco gli avversari si adeguano, come? giocando con un 5-4-1. I loro 5 difensori giocano a uomo suoi nostri 5 attaccanti, un centrocampista avversario funge da uomo aggiunto nei raddoppi, i nostri 2 centrali di centrocampo si trovano in inferiorità perchè sono contro i 3 avversari di reparto rimanenti, infine il loro unico attaccante si trova contro 3 nostri difensori che essendo bloccati nella loro zona non avanzano a dare una mano (e quando ci provano lasciano troppo scoperta la difesa ai contropiede avversari). Quindi agli avversari in cerca del punticino basta contenere e, nella maggior parte dei casi, cercare il tiro della domenica che, molte volte, va fuori oltre il fondo ma non è per loro un dramma. Il nostro povero De Sanctis al calcio di rinvio,infatti, si vedrà i difensori centrali attaccati a uomo dagli avversari (bastano l’attaccante e altri 2 che avanzano 10 metri per marcarli stretti) e si troverà costretto a lanciare lungo dove nel 50% dei casi si perde il possesso palla. Le grandi squadre invece non si comportano così e il Napoli contro di loro fa sempre belle figura. Come risolvere questa situazione? in molti invocano il cambio di modulo con 4 difensori ma non sono d’accordo, si perderebbe la spinta offensiva. Mazzarri ci sarà arrivato sicuramente prima di tutti e confido nella sua intelligenza tattica. Walter il Mago siamo tutti con te!

Cronaca

Il Napoli fallisce il primo en-plein per la ricorsa al terzo posto (Udinese +7) pareggiando su rigore col Bologna al San Paolo (1-1). Fallisce la terza vittoria consecutiva, un exploit che proprio non gli riesce. E’ rimasto catturato da un Bologna ben messo in campo, guidato da Pioli che ha confermato la sua imbattibilità nei confronti con la squadra azzurra. E’ mancato Cavani in serata senza forza e senza guizzi. Hamsik a tutto campo nel primo tempo (vicinissimo al gol) gioca una ripresa con molti errori, dai corner battuti male ai dribbling persi. Inler gode di grande libertà a centrocampo, ma non incide. Dossena va ripetutamente al cross, ma la difesa bolognese ha sempre la meglio. Si batte sino all’ultimo Pandev, il migliore degli azzurri. Col suo sinistro magico fa sponda, tenta passaggi filtranti, scambia, si propone per il tocco di ritorno. Non è in serata Maggio che cede il posto negli ultimissimi minuti a Vargas (debutto nel campionato italiano). La squadra si affanna, ma non riesce a smantellare il dispositivo di difesa del Bologna, sempre compatto, alto, pronto al rilancio. Il Napoli è anche stanco nel finale, rischiando due volte di perdere la partita. Il Napoli è al gran completo (unico assente Lavezzi, in tribuna). Tenori in campo. Difesa titolare dopo l’esperimento in Coppa con Fernandez e Britos. Gargano riconquista lo scettro del centrocampo. C’è Dossena sulla fascia sinistra. Vargas in panchina. Il Bologna di Pioli, che sente vicina la zona-retrocessione (a tre punti), è ben disposto su tutto il campo, difesa attenta, Mudingayi in grande evidenza (prima su Hamsik, poi regista del contropiede). Tre difensori di stazza, linea mediana a cinque con due esterni di difesa (Pulzetti e Morleo su Dossena e Maggio). A sorpresa, a centrocampo il ventenne francese Taider (Ramirez non in buone condizioni entrerà nei venti minuti finali). Due punte larghe, Di Vaio e Acquafresca che danno una gran mano in mezzo al campo. Il Napoli parte all’attacco. Sa che con tre punti lancia l’assalto al terzo posto. Ma Gillet spegna sui piedi di Hamsik la palla-gol che potrebbe portare in vantaggio gli azzurri (10’). Il calcio crudele rovescia la situazione. Pulzetti, dopo due dribbling, si libera di Dossena e lancia in area dove Campagnaro manca in scivolata di intercettare il pallone che giunge ad Acquafresca, solo, soletto, a cinque metri da De Sanctis. Gol inevitabile (14’). Il Napoli insiste molto a sinistra con Hamsik e Dossena. Pulzetti sbilancia in area Cavani e sembra rigore (25’). Il Bologna è tutto nella sua metà campo. Arretrano anche Di Vaio e Acquafresca. Il giovane Taider fa azioni di disturbo dappertutto. Mazzarri dirotta Gargano su Mudingayi per liberare Hamsik dalla morsa del congolese. Ma non ci sono spazi nell’area bolognese. Pandev arretra per iniziare la manovra, si sposta in continuazione, serve palloni interessanti. Uno squillo di Hamsik non ha effetto. Splendido “assolo” dello slovacco e botta per il gol deviata da Antosson (33’). Per tutto il primo tempo, il Bologna non s’affaccia più nell’area di De Sanctis. L’attacco azzurro a tutto organico favorisce la resistenza bolognese che si attruppa e toglie spazio. Nel secondo tempo il Napoli è là che continua ad attaccare, ma non libera mai un uomo davanti a Gillet. Manca l’apporto di Cavani. In una azione confusa nell’area piccola di Gillet, dopo il corner di Hamsik, Cavani tocca per Pandev chiuso nella corta girata a rete e anche trattenuto da Morleo nella concitazione del gioco (54’). Non si vede come il Napoli possa passare. Mazzari fa le prime mosse. Dentro Zuniga per Campagnaro (55’). Irrobustisce la spinta offensiva lasciando a Cannavaro e Aronica il presidio della difesa con l’appoggio di Maggio che arretra. Il Napoli colleziona solo calci d’angolo. Rischia dietro, ancora su una incursione di Pulzetti e Maggio deve salvare su Di Vaio pronto alla battuta davanti a De Sanctis (65’). Un rigore salva mezzo risultato. Netto il braccio di Perez in area sul tocco di Inler e dal dischetto Cavani pareggia i conti (71’). Si va per la cavalcata finale. Pioli, con la squadra che ha dato molto, aggressiva, insistente nel pressing, cambia Acquafresca con Ramirez e Raggi con il difensore spagnolo Crespo (72’). Ramirez ha talento. Pioli, pur con l’intelligente partita difensiva, vuole tenere in allarme il Napoli e l’uruguayano è il tipo giusto. Esce Pulzetti (stiramento) ed entra l’ex azzurro Garics (75’). Sono continui i falli del Bologna con Pioli nervoso che aveva contestato il rigore. Non hanno fortuna gli inserimenti di Pandev in area, il Bologna è chiusissimo nei suoi sedici metri. Mazzarri gioca il tutto per tutto con Vargas per Maggio (83’) e Lucarelli per Inler (88’). Il 4-3-3 fallisce perché manca il brio di Cavani, perché Vargas ha poco spazio e Pandev viene chiuso. Arretra Zuniga, quarto di difesa, e salva su Di Vaio nell’area azzurra (87’ assist di Ramirez). Il Bologna conclude il match all’attacco. Una debole deviazione di Di Vaio è annullata da De Sanctis (92’). Poteva finire peggio. Resta il pareggio che delude l’attesa. La ricorsa al terzo posto, nella giornata in cui l’Udinese perde, rimane a mezz’aria. Sono altri due punti persi in casa (e fanno 14 in totale). E’ stata una serata gelida in tutti i sensi.

Mimmo Carratelli

Tabellino e statistiche

Pagelle

De Sanctis 6 – Incolpevole sul gol poi ordinaria amministrazione.

Campagnaro 5 – Non è stata sua la colpa sul gol, anzi ha provato a metterci pure una pezza senza riuscirci all’ultimo istante. Appare però spaesato per tutta la partita sbagliando parecchi appoggi.

Cannavaro 5,5 – Alla fine si lascia scappare gli attaccanti felsinei un po’ troppo spesso. Non lo condanno per il lanci lunghi sbagliati perchè il capitano scemo non è, sono i compagni di squadra che non si fanno trovare liberi.

Aronica 5 – Cade nella trappola degli avanti avversari e per questo pare essere sempre in affanno.

Maggio 4 – Si addormenta sul gol bolognese mantenendo in gioco l’acquafrescaio e si arrende alla morsa dei difensori rossoblu.

Inler 4,5 – Altra brutta prestazione. Dalla lentezza disarmante. Mezzo voto in più perchè da un suo tiro nasce il fallo da rigore.

Gargano 5 – Corre, corre, corre… ma nel vuoto.

Dossena 4 – Lui e Maggio sono stati la delusione della serata. Il buon Andrea non chiude sul cross che ha portato al gol avversario e non riesce a mettere una palla buona al centro in attacco.

Hamsik 5 – Sbaglia il gol che avrebbe potuto cambiare il corso della partita, si fa vedere tanto ma non conclude un granchè.

Pandev 5,5 – Sempre presente con le sue giocate smarcanti ma non incide quanto dovrebbe in partite come queste.

Cavani 6 – Migliore in campo per la vacuità dei compagni. Segna un rigore pesantissimo per le sorti della partita, ci crede fino alla fine ma, giocando sulla fascia, non da il massimo.

Zuniga 5,5 – Gli cambiano 3 volte il ruolo in campo in 30 minuti e riesce a non impazzire.

Vargas e Lucarelli sv – E’ belle vederli in campo ma incidono poco o nulla.

Prima del CdS

Immagini

Sintesi

Il Napoli veniva dalle ultime due partite dove aveva messo a segno ben 9 reti, gli avversari di coppa italia avevano ammesso che a loro di questo rofeo non importava nulla, c’era il debuto del neo-acquisto Vargas, quindi sembrava tutto pronto per una rara serata calcistica bella che rilassante. Invece è successo che gli avversari ci hanno messo l’anima mentre i nostri cercavano il colpo ad effetto e che, se non fosse stato per l’arbitro che ha visto la punizione di Pandev dentro, saremmo andati ai supplementari. Bravo all’arbitro ma mi hanno lasciato perplesso i tifosi avversari che ci hanno definiti più volte ladri. Addirittura? Che abbiamo rubato? Forse alcuni tifosi oltre a lamentarsi sempre (ma questi non eravamo noi?!) sono anche un tantinello ignoranti in materia calcistica… Oltre alle immagini televisive che hanno fugato ogni dubbio sulla regolarità del gol, mi chiedo, per coloro che magari erano allo stadio e non hanno potuto vedere il replay: se al momento della parata, un portiere che si appresta a respingere un calcio di punizione si trova col culo già oltre la linea di porta come può la palla non essere entrata? che fa, para con le braccia piegate in avanti?? Mah… Settimana prox sapremo l’avversario del Napoli ai quarti.

Cronaca

Più difficile del previsto e molto faticoso il primo match di Coppa Italia del Napoli contro il Cesena (2-1) punteggiato dallo sfortunato esordio di Vargas che offriva ai romagnoli la palla del vantaggio. Poi hanno deciso le punizioni di Pandev, prima mandando in gol Cavani, poi col raddoppio firmato dal macedone. Il Napoli passa nei quarti dove probabilmente affronterà l’Inter (come l’anno scorso). Mazzarri rimescola la formazione per far respirare alcuni titolari. La difesa inedita (Fernandez, Cannavaro, Britos) si rivela incerta. I due esterni sono timidi, non vengono mai fuori, appoggiano palloni corti ai centrocampisti. Hamsik regge la baracca con un impegno continuo. Zuniga si imballa sulla destra, Dossena fila a sinistra ma i suoi cross sono poco efficaci. Il Cesena difende a cinque. Inler e Dzemaili costruiscono poco. Cavani svaria inutilmente su tutto il fronte dell’attacco. Il ventiduenne Vargas accusa il peso del debutto. Non trova la posizione, non si crea lo spazio per puntare al gol, Rossi e Colucci lo maltrattano: ecco le difese italiane, chiuse, che concedono poco. Se il Napoli schiera una difesa inedita e un centrocampo lento, ma ha pur sempre Hamsik e Cavani in campo a sostenere il debutto di Vargas, il Cesena presenta una squadra di pochi titolari, ma gioca compatto nella sua metà campo e chiude tutti i varchi. Anche perché l’azione del Napoli è lenta e va avanti per linee orizzontali favorendo il piazzamento del fortino romagnolo. Poche idee e confuse nel primo tempo. Il Napoli è troppo prevedibile per potersi aprire un varco verso Ravaglia. Appena tre le conclusioni azzurre nel primo tempo e tutte fuori bersaglio (12’ Hamsik, 31’ Inler, 33’ Zuniga). Il Cesena passa in vantaggio a sorpresa su una iniziativa di Bogdani. La difesa napoletana appare ferma e incerta, recupera in difesa Vargas ma il suo intervento si trasforma in un vero e proprio assist per il difensore Popescu che, da centravanti, infila Rosati (29’). La partita del Napoli si complica perché il Cesena specula sul vantaggio giocando tutto nella sua metà campo. L’infortunio di Popescu fa entrare in campo Parolo (29’) e poi c’è anche Candreva per Colucci (60’). La manovra dei romagnoli ne guadagna in qualità. In avanti Bogdani e Rennella fanno un gran lavoro anche in ripiegamento. Ghezzal dà man forte al centrocampo. E’ un Cesena che si chiude tutto davanti alla sua area di rigore. Fernandez e Britos non sono mai sicuri. Il Napoli non ha spinta e non va mai a bersaglio. Ma neanche il Cesena inquadra lo specchio della porta. La ripresa propone un Napoli più aggressivo e gli inserimenti di Pandev (46’ per Vargas) e Maggio (54’ per Inler) assicurano una manovra migliore. Soprattutto Pandev entra bene in partita e sarà decisivo. Il Cesena moltiplica gli interventi fallosi (soprattutto su Zuniga) e pagherà caro le scorrettezze perché sono due calci di punizione di Pandev a fissare il risultato favorevole al Napoli. Hamsik arretra e continua a cucire la manovra azzurra che però si arena sulle azioni individuali di Zuniga e sulla corsa di Dossena che crossa senza costrutto. Migliora il rendimento di Dzemaili. Non è in gran serata Inler che cede il posto a Maggio. Ravaglia non viene mai impegnato. Il Napoli attacca senza arrivare al tiro decisivo. Ma Pandev dà molto, arretra, inizia l’azione offensiva, si propone per concluderla. E’ con grande fatica che il Napoli va al sorpasso e ci vogliono due calci piazzati. Sulla prima punizione di Pandev, un sinistro velenoso, Ravaglia in tuffo non trattiene e Cavani ribatte in rete (65’). Ora il Napoli è sicuro di farcela. Entra Donadel per Britos (74’). La difesa è protetta dai rientri di Maggio e Dossena sulla fasce e dalla generosa prestazione di Hamsik, in serata da uomo-squadra. Vanno fuori le conclusioni di Maggio (71’) e Donadel (80’). Il Napoli arpiona la vittoria sulla seconda punizione utile di Pandev. Il macedone scocca da destra il tiro vincente che Ravaglia va a “parare” dentro la porta (86’). E’ il segnalinee che dà il gol non visto dall’arbitro. E’ finita bene e dispiace per il debutto di Vargas “macchiato” dall’assist a Popescu per il gol del Cesena. Il giovane cileno non è ancora pronto per il calcio italiano. Deve ancora “inquadrare” le difficoltà del nostro campionato. Il Napoli è apparso opaco. Si è sentita a centrocampo l’assenza di Gargano che dà grinta e velocità. Mancava ancora Lavezzi, infortunato. Ma l’obiettivo è stato centrato. Il campionato per gli azzurri riprenderà lunedì sera col posticipo contro il Bologna a Fuorigrotta.

Mimmo Carratelli

Pagelle

Rosati 5 – Si fa passare la palla sotto il corpo su un tiro da fuori in occasione del gol. Non la blocca mai. Speriamo che Morgan stia sempre in salute!

Fernandez 5,5 – Non sembra voler confermare quanto di buono si è detto su di lui al suo arrivo a Napoli. Si nota solo perchè ha la capacità di giocare palla sempre a testa alta ma nel complesso svogliato e poco incisivo.

Cannavaro 6 – Annulla il solito lungagnone avversario che non gli crea poi tanti problemi.

Britos 5 – E’ vero che si era al debutto ma il ragazzo stava letteralmente cagato sotto ogni volta che gli arrivava la palla.

Zuniga 6,5 – Parte alla grande poi, come purtroppo spesso accade, si perde nei suoi dribbing. Però è giusto ricordare che i gol nascono da due calci di punizione conquistati da lui.

Inler 5 – Era con la testa altrove.

Dzemaili 5,5 – E’ stato il più mobile a centrocampo.

Dossena 5,5 – Sotto tono, ghezzal lo ha fatto soffrire non poco.

Hamsik 5,5 – Sbaglia troppo sotto porta e si propone male ai compagni, ma ci crede sempre fino alla fine.

Vargas 5 – Debutto amaro per Edu. Dal punto di vista fisico pare impressionante ma da quello tattico è ancora troppo indietro. Lo si è visto quando sbagliando una diagonale difensiva si è trovato d’improvviso la palla tra i piedi sbagliandola e regalandola agli avversari che hanno segnato.

Cavani 6,5 – Sbaglia qualche gol di troppo ma la zampata vincente ce la mette sempre. Primo gol in Coppa Italia in azzurro.

Pandev 7 – Dai suoi piedi nascono i 2 gol della rimonta. Inoltre il Napoli non segnava su calcio piazzato diretto da quasi due anni (se non sbaglio l’ultimo fu di lavezzi a verona contro il chievo che ci valse i tre punti). Grande Goran migliore in campo.

Maggio 6 – Entra e si deve sacrificare a fare il centrale di difesa con licenza di avanzare dando così la spinta necessaria mancata nel primo tempo.

Donadel 6 – Finalmente torna anche lui! A me è piaciuto, veramente ricorda quel giocatorino ordinato e senza fronzoli di pazienza che tanto c’è mancato quest’anno.

Prima del CdS

Sintesi

Riporto un articolo scritto dal giornalista de Il Mattino Maurizio Di Giovanni che in chiave ironica risponde a tutta la feccia giornalista iscritta allo “SputtaNapoli Fans Club”. L’attuale caso De Sanctis è l’ultima cazzata, in ordine cronologico, sbandierata ai quattro venti per cercare di imputare alla città di Napoli i mali di una intera nazione oramai allo sfascio. Buona lettura.

Prego, signore e signori, accomodatevi. Benvenuti nella Capitale del Male. Preparatevi a provare il brivido del rischio, a confrontarvi con gli abissi del peccato. Qui nulla è normale, niente è come sembra: in ogni passante apparentemente innocuo si nasconde un efferato criminale; dietro ogni finestra, alle spalle dei portoni semichiusi si svolgono traffici illeciti. La droga scorre a fiumi, ci si accoltella e si spara per un nonnulla e la spazzatura, se non la vedete, è stata abilmente occultata. Come ha scritto il giornalista di Vogue, commentando una innocente frase dei fratelli Coen, qui se vedete qualcuno correre non è un appassionato di jogging ma uno scippatore in fuga. La Capitale del Male, signore e signori, è un posto diverso da qualsiasi altro: gli stessi delitti che altrove sono rubricati come drammi della follia o crimini certamente riconducibili all’immigrazione clandestina, qui sono figli del degrado o, peggio ancora, della naturale inclinazione degli abitanti verso la delinquenza. Lo hanno scritto famosi e compianti giornalisti, lo sostengono interi movimenti politici, lo sottintendono molti opinionisti in tivù. La Capitale del Male è un cancro sociale, e andrebbe estirpato: lo ha detto addirittura un ex ministro, quindi dovete approfittare per vederla, prima che qualche benpensante la rada al suolo. E non lasciatevi ingannare dall’apparente bellezza del suo panorama (probabilmente una scenografia montata ad arte dalla camorra) o dalla bontà del suo cibo (evidentemente sofisticato): è tutto fatto apposta per attrarvi, per poi impadronirsi dei vostri Rolex.
Anche l’effimero, nella Capitale del Male, è fraudolento e adulterato. Il calcio, per esempio. Poco importa se dall’indagine sul calcioscommesse, nell’ambito della quale il capitano della squadra di Bergamo e altri calciatori di squadre del nord sono stati sottoposti ad arresto, continui a emergere il marcio altrui: sarà delle intercettazioni e dell’unico indagato (su diverse decine, e comunque ex tesserato) della squadra della Capitale del Male che si parlerà, e il celebrato settimanale «Panorama» titolerà le due pagine dedicate all’argomento: «Calciosospetti alla napoletana», salvo pararsi con decine di condizionali dal rischio di legittime azioni legali. […]
Ora però, signore e signori, vi offriamo il meglio: un video del portiere della Squadra del Male, certamente formata da corrotti e malvagi, che al gol del proprio compagno contro il Lecce si produce in un plateale atteggiamento di sofferenza. Sì, è vero: in tutto e per tutto simile all’atteggiamento di chiunque di noi, quando finalmente si viene a capo di una faticosa e complicata situazione; ed è anche vero che nemmeno un idiota, se avesse qualcosa da nascondere, mostrerebbe il proprio malessere sapendo di essere costantemente inquadrato da una quindicina di telecamere. E sì, bisogna ammettere che il calciatore in questione è uomo colto e intelligente, dall’onestà salda e dimostrata e con alle spalle una carriera lunga e costellata di successi; e che in quella stessa partita aveva salvato la propria porta da par suo in almeno due occasioni, contribuendo come sempre in maniera determinante alla vittoria della sua squadra. Ma montando il video con la giusta musica e con l’opportuno commento, nessuno di voi, signore e signori, potrà sentirsi meno che certo di essere testimone di un losco intrigo. In fondo, si tratta o no della Capitale del Male? Qui tutto è sporco, tutto è corrotto, tutto è imbroglio.