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Afammocc!!!!!!!

Però che soddisfazione farne quattro a questi squallidi, anacronistici, razzisti, rozzi e cafoni dei veronesi. Il Napoli vince e convince radendo al suolo quella squadretta arroccata rappresentante l’anticalcio sul cui manto erboso si era perso 3 volte di fila. Nota negativa la difesa che ancora non va con, la conseguente, voce orribile della speaker di casa ai gol pandoriani udita ben due volte.  Già sono apparse le prime polemiche su chi vorrebbe il capitano Cannavaro in campo, accantonato da Benitez. Invece credo si tratti di un messaggio che Rafè vuole dare alla squadra per segnare il nuovo corso tattico: basta con quei lanci lunghi inutili (che partivano tutti da Paolo) e solo palla a terra. Tornando alla partita, lo sapevano anche i sassi che gli avversari hanno un solo schema di attacco che usano oramai da anni: palla al regista che smista sulla fascia, traversone in area con la torre che conclude o fa da sponda. Ebbene, sulla prima rete subita ci siamo caduti dentro come fessi. La seconda può essere attribuita alla classica botta di culo degli avversari (come si fa a dettare un assist in rovesciata?) ma anche alla lentezza della nostra difesa. E pensare che ci avevano provato, come kone la scorsa giornata di campionato, anche sardo (nativo della provincia di Napoli) ci ha riprovato a fare il gol spettacolare ma oramai lo deve sapere che “nun è semp pasqua!”. A centrocampo pure si è sofferto. Reina ha mostrato qualche eccesso di sicurezza, però considerando che il buon morgan ha fatto questa fine, meglio così. E’ stato grazie al gioco dinamico degli avanti azzurri e alla profondità data da Gonzalo che si è vinto, sfiorando pure la goleada. Avanti così!

Pagelle

Reina 5 – Due gol subiti sui quali ne condivide la responsabilità. Mi sa che come portiere non è un fenomeno, in compenso ha proprio l’aria di essere un tipaccio. Al mondo del calcio mancano come il pane di portieri con questa personalità e, nel lungo periodo, saranno di più i benefici che le papare. Fesso.

Maggio 5 – La fase difensiva non è mai stata il suo forte, Ora che ha maggiori compiti di copertura si vede ancora di più. Sbaglia un retropassaggio passando la palla all’avversario che prende in palo. Poi non è lesto a evitare di far girare sempre lo stesso avversario nell’azione del raddoppio clivense. Spaesato.

Albiol 5,5 – Il meno peggio del comparto arretrato.

Britos 5 – Brrrrrrr…. Brividos…. Addurmuto.

Zuniga 5,5 – Parte male poi mette il testone fuori al sacco, Recuperato.

Behrami 5 – E’ l’unico di tutta la compagine azzurra e giocare uguale allo scorso anno. Gli avversari, specialmente questi, lo sanno e sono riusciti a limitarlo. Brutta prestazione ma ci può stare.

Inler 5,5 – Media tra il 4 del primo tempo e il 7 della ripresa. Parte malissimo, sbagliando tanti tocchi. Poi si riprende e impegna pure spesse volta il portiere di casa con tiri da lontano. Dai suoi piedi nasce l’azione del secondo gol di Hamsik. A un certo punto fa innamorare di lui rigoni che, in brodo di giuggole, gli salta addosso per averlo tutto suo. Ripresosi in extremis.

Callejon 7,5 – Ancora in gol e ancora una prestazione al di sopra della sufficienza. Mettiamoci pure che ha stemperato gli animi degli avvenimenti avventuti in settimana con questo video ed ecco giustificato il voto. Costante.

Hamsik 8 – Seconda doppietta di fila per Marekiaro. Primo gol capolavoro, destro da fuori area rasoterra, a rientrare e a fil di palo. Il secondo di giustezza a seguito di una azione difensiva ridicola degli avversari. Vuoi vedere che Rafa lo ha inquadrato come l’unico a vedere la porta? Supremo.

Insigne 7 – Gli è mancato solo il gol. In compenso ha messo lo zampino in 3 delle quattro segnature azzurre. Assist per Hamsik sul primo gol, pressa il difensore avversario inducendolo a sbagliare il retropassaggio sul secondo e, infine, ancora assist per il primo gol di Gonzalo. Ispirato.

Higuain 7,5 – Prima rete in gare ufficiali di Gonzalo col Napoli. Oltre a scatti brucianti, difesa eccezionale della sfera, movimenti atti a smarcare i compagni (non a caso Hamsik sta segnano d valanga) e a far salire la squadra. Dategli la palla e lui la trasformerà in pericolo. Dategli una palla lunga o imprecisa e lui la prenderà lo stesso. Determinante.

Pandev, Dzemaili e Armero sv – Entrano a partita oramai finita

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Napoli GALACTICOS

Pubblicato: 27/08/2013 in calcio napoli

soccia!!!

Che bello il nuovo Napoli alla spagnola, un Real Napoli, quasi GALACTICOS per la presenza dei tre ex merengues in campo. Manovre avvolgenti tese a scardinare gli avversari che si chiudono (vedi azione del primo gol con gli avversari che non hanno capito nulla), sovrapposizioni sulle fascie, non più tre difensori bloccati nè tantomeno lanci lunghi (al 35′ il conteggio era ancora fermo a 0). A prima vista sembra una squadra con finalmente un livello tecnico e di gioco internazionale. Occorre oleare ancora qualche meccanismo, ad esempio gli inserimenti in attacco presentano molte lacune con la conseguente penalizzazione di Higuain. Come attenuante però ci sta la scelta tattica degli avversari che si sono chiusi centralmente facendo in modo che il Napoli preferisse il gioco sulle fascie. Inoltre la tenuta fisica è ancora quella che è, gli ultimi 15 minuti si soffre. Non a caso il bologna l’aveva impostata così: difendiamoci a più non posso fino a quando non hanno più fiato e poi cerchiamo di fare un golletto. Putroppo per loro non hanno fatto i conti con la classe dei vari Pandev, Hamsik, Callejon e soci. Il Napoli ha corso meno del solito, ma lo ha fatto meglio dosando ottimamente le energie. Tipo Pandev che è ripiegato più volte a fare il terzino, in altre tempi non ci sarebbe mai riuscito. Ricordiamoci però che è sempre la prima di campionato e che come ha detto Benitez bisogna seguire il detto spagnolo “Sin prisa, pero sin pausa“, cioè senza fretta, ma inesorabilmente. Che belle pure le conferenze stampa di Rafa, non si sentono più i vari “è il peggior avversario che ci poteva capitare” o “è una partita trappola”. Con questo non voglio rinnegare il passato, bensì sottolineare i lati positivi del cambiamento. Un saluto a Walter Mazzarri che rimarrà sempre nel mio cuore da tifoso come un grandissimo allenatore. Stessa cosa pure per Edinson Cavani, che sta segnando anche oltralpe. Unica nota stonata è stato il Pepita che il lunedì dopo la partita in compagnia di due ragazze ha preso una sbandata in barca a capri e si è beccato una decina di punti di sutura al volto… la sua fama viene confermata…. mandrillone!

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Reina sv – tranne durante le esultanze per i gol segnato è stato praticamento inattivo. Solo una conclusione a metà secondo tempo ma gliela hanno tirata praticamente addosso. Annoiato.

Maggio 6,5 – Si deve ancora immergere bene nel nuovo ruolo, pare preoccupato più a non lasciare la fascia sguarnita che ad offendere. Prenderà confidenza col tempo. Buona prestazione.

Britos 6,5 – Partita impeccabile tranne che per due delle sue solite amnesie che in altre occasioni potevano costare caro. E’ un peccato perchè i fondamentali ci sono, specialmente quando si tratta di fare a sportellate contro attaccanti avversari molto fisici tipo l’odierno bianchi. Risvegliato.

Albiol 7 – Come Britos però vigile per tutta la durata del match. Si vede che è bi-campione d’europa e del mondo nonchè ex giocatore del Real, non getta mai un pallone e sa sempre dove farsi trovare. Sicurezza.

Zuniga 7 – Stesso discorso fatto per Maggio solo che Zuzù risulta più incisivo in fase di spinta. A inizio secondo tempo semina pure il panico prendendo palla nella sua zona difensiva e guadagnando una punizione dal limite. Pimpante.

Inler 6 – In tutta qusta giostra di forza, freschezza e novità da alta scuola calcistica è parso l’unico a rimanere lo stesso delle annate precedenti. Senza grosse sbavature ma attendo un suo riscatto nel lungo periodo. Sedentario.

Behrami 7 – Col modulo nuovo gli era stato addirittura pronosticato un futuro da terzino, invece ha giocato nel suo ruolo e in queste partite dove occorre dare mazzate da spesso il meglio di se. Per gli avversari non c’è stato nulla da fare. Leone.

Callejon 7 – Come spesso capita le previsioni supportate dalle prestazioni in precampionato sono state prontamente smentite. Il buon Josè, che sembra essere nato nel modulo di Rafa, sfodera una prestazione super. Cambi di gioco, verticalizzazioni, conclusioni a rete. Pregevole il passettino all’indietro che compie per evitare il fuorigioco nell’azione del suo gol, il primo di questo campionato. Peccato per varie occasioni sprecate. Primatista.

Hamsik 8,5 – Non gli metto il 9 perchè prima del gol di Callejon non aveva indovinato un solo appoggio o conclusione. Dal gol in poi è stato infallibile. Ha propiziato il primo gol con un tiro potente alla “mo vec io se no qua non si segna” e ne ha segnati altri 2. Supremo.

Pandev 8 – Non ha segnato ma ha messo il suo illuminato zampino nell’azioni del primo e del terzo gol. Grandi aperture, passaggi sempre intelligenti e si è addirittura sacrificato in fase di copertura all’ inverosimile. Speriamo che duri.

Higuain 7,5 – Gli hanno negato il gol mettendogli in due lo sgambetto contemporaneamente nell’azione che poi ha portato al terzo gol di Marek, poi altri due se li è mangiati da solo. Perchè del voto così alto? Sarà il mio essere tifoso ma l’ho visto mostruoso nei movimenti, nel tocco e nel difendere la palla. Di un’altra categoria rispetto agli altri di tutto il campionato. Poi se la spassa pure in barca il giorno dopo, rimettendoci (questo è proprio il caso) la faccia… Grandi aspettative.

Mertens, Insigne e Radosevic sv – Entrano quando il bologna era già stato ridotto ai minimi termini.

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copertina

Sintesi

Si doveva giocare alle 20 e 45 ma data questa strana sostanza biancastra in caduta libera da chissaddove, ignota in italia e che gli uomini sapienti a comando chiamano neve, si è anticipato al pomeriggio. Forse la partita più brutta che ho visto negli ultimi anni, ultima occasione sprecata in ordine cronologico per portare a casa i tre punticini. Ci è mancata palesamente la voglia di vincere. Che tristezza vedere buttato via un campionato che si poteva dominare a mani basse. Quest’anno è stato deciso così dall’alto tanto che gli stessi azzurri sanno che le chances non ce le concedono. Concausa del mancato impegno a san siro: meglio accontentarsi del punticino altrimenti gli arbitri in futuro ci massacreranno peggio di prima, questo molto probabilmente il loro pensiero. Naturalmente nel regno del buon gusto italico non sono mancati i soliti striscioni razzisti (indovinate di chi?) e quelli simpatici (indovate di nuovo di chi?) di cui le immagini seguenti. Capirete la chiara differenza tra noi e loro!

Cronaca

Decimo pareggio, ma stavolta “di personalità” come chiedeva Mazzarri per il match del Napoli sul campo del Milan (0-0). Inusuale e azzecatissima partita difensiva degli azzurri, meno brillanti in contropiede. Però al Milan lento e senza Ibrahimovic nel finale (63’ espulso per un buffetto ad Aronica) il Napoli ha concesso poco e nulla: due palle-gol, una buttata fuori da Robinho, l’altra di Ibra sventata da De Sanctis.Il Napoli ha avuto la palla-partita con Cavani, colpo di testa fuori. Dopo i venti minuti iniziali di marca azzurra, il Milan ha iniziato il suo girotondo per procurarsi un varco verso De Sanctis. Gran sacrificio di tutti, persino Cavani e Lavezzi nella metà campo napoletana, più Hamsik. Marcature asfissianti. Gargano a spegnere Seedorf e a pressare in ogni zona sui portatori di palla del Milan. Dzemaili a limitare le velleità di Nocerino. Campagnaro su Ibra con l’assistenza di Cannavaro. Aronica insuperabile nella zona di Robinho. Hamsik a coprire su Emanuelson. Maggio e Zuniga (grande partita) a proteggere le corsie e a contrattaccare. Lavezzi e Cavani a pressare sui difensori del Milan. La notevole concentrazione in difesa ha “ammorbito” le ripartenze, raramente veloci e a segno. De Sanctis chiude il match con sei parate, due su Robinho, quella decisiva su Ibrahimovic e ancora decisivo su Robinho negli ultimi minuti. Con l’uomo in più il Napoli non si sbilancia e non mette in difficoltà il Milan. Senz’anima Inler (76’ per l’ottimo Dzemaili). Senza sprazzi Pandev (81’ per Aronica) quando Mazzarri cercava di “forzare” il risultato negli ultimi minuti. Il Milan, con l’uomo in meno, prima rinforzava il centrocampo con Ambrosini (76’ per Seedorf) temendo la velocità del Napoli. Poi, con lo 0-0 che lo deludeva, tentava in attacco la “carta” Maxi Lopez, insignificante. Nel secondo tempo, il Milan giocava con Amelia al posto di Abbiati (noie muscolari). Partita molto bloccata, come la classifica. Davanti hanno frenato Udinese, Lazio e Inter. Il Napoli ha rosicchiato un punticino (-10 dall’Udinese terza, -5 dall’Inter quarta, zona Europa-League). Gli azzurri cominciano con spavalderia. Il Milan accusa molte assenze (Nesta, Boateng, Pato, Aquilani le più importanti) e resta guardingo. Napoli con i tre tenori. Il primo tiro è di Seedorf: De Sanctis sicuro (7’). Il Napoli è più agile a centrocampo per l’iniziativa costante di Gargano e Dzemaili e i rientri di Hamsik. Un tiro violento di Marekiaro trova i pugni protesi di Abbiati (17’). Un “buco” di Mexes sul cross di Maggio trova Lavezzi sorpreso. Il Poch controlla di petto e batte fuori (23’). Da questo momento è il Milan che comanda e reclama un rigore per un contrasto di Gargano su Robinho (32’). Non c’è un grande Ibra in campo, Robinho è fumoso, Seedorf non incide. Molto mobile Emanuelson, ma trova l’opposizione di Hamsik. Abate tenta poche sortite perché Zuniga lo impegna in difesa. Le discese di Antonini sono irrilevanti. E’ un Milan lento. Avanza Thiago Silva per creare la superiorità numerica, ma il Napoli è tutto negli ultimi trenta metri. Nella ripresa (46’ Amelia per Abbiati) il primo lampo milanista si spegne a lato. Ibra saltando si impone con la sua stazza a Campagnaro e Cannavaro e serve Robinho, palla-gol clamorosamente fuori (49’). Un paio di contropiedi azzurri non hanno esito. Sul cross di Nocerino, De Sanctis inchioda la palla a terra (57’ testa di Robinho). Ibrahimovic ha la seconda palla-gol del Milan. Coperto da Cannavaro cerca di sorprendere De Sanctis (che non vede la palla), ma è strepitoso il portiere azzurro nella deviazione bassa in angolo (61’). Il fattaccio. Zuniga è a terra nell’area napoletana. Si accende una discussione. Ibrahimovic dà un buffetto ad Aronica che ne dà uno a Nocerino. Proteste azzurre (ammonito De Sanctis). Rizzoli ricorre dal guardalinee. Dopo il consulto con l’assistente mostra il cartellino rosso a Ibrahimovic (63’). Nella mezz’ora finale con il Milan in dieci (4-4-1), Cavani manca il gol sul cross di Lavezzi (70’). De Sanctis sventa l’ultimo tentativo milanista (85’ su Robinho) e lo zero a zero è bello che servito. Giovedì a Siena per la Coppa Italia. Nella ridda delle otto ammonizioni, quella per Cannavaro, diffidato, farà saltare al difensore azzurro la prossima gara col Chievo a Fuorigrotta.

Mimmo Carratelli

Tabellino e statistiche

Pagelle

De Sanctis 7,5 – Salva il risultato con due prodezze delle sue e, beccandosi pure il giallo, va a far notare al segnalinee le violenze perpetuate dal ibrazingovic. Migliore in campo.

Campagnaro 5,5 – Torna a essere il solido Hugo che ci ricordavamo ad inizio partita, poi con la superiorità numerica si perde.

Cannavaro 6 – Un po’ meglio di Hugo, tiene a bada gli attaccanti strisciati.

Aronica 6,5 – Per aver guadagnato la superiorità numerica!

Maggio 5 – Si trova di fronte quello sfigato di antonini e riesce a soffrirlo.

Dzemaili 5,5 – Corre con impegno ma indovina pochi capovolgimenti di fronte.

Gargano 6 – Sta attraversando un grande periodo di forma accompagnato da una prestazione poco concreca.

Zuniga 6,5 – A differenza del Christian nazionale polverizza l’abatuccio e semina il panico per gran parte della gara.

Hamsik 6 – Solo perchè l’unico tiro in porta è opera sua. Come tutti i nostri attaccanti appare impaurito.

Lavezzi 5 – Inconcludente e fuori forma. Sciupa la migliore azione azzurra.

Cavani 5,5 – Si mangia il gol vittoria.

Inler e Pandev sv – mi sento buono….

Prima del CdS

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Arbitraggi bir…banti!

Pubblicato: 03/02/2012 in calcio napoli
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Titolo del post sulle orme di quelli della gazzetta. Il Napoli ora si comincia a lamentare degli arbitraggi, passando mediaticamente per i piagnoni della situazione. Ad inizio torneo si era scelto di stare zitti nonostanti i torti, ora invece questo cambio di rotta fa sembrare che si sia posta l’attenzione sulla questione per nascondere i demeriti della squadra. Assolutamente non è così, ma non è quello che gli organi di informazione hanno recepito. Addirittuta la società ha inviato a sky una lista di errori arbitrati che ci avrebbero tolto a 13 punti. In verità i punti verificabili che mancano al Napoli per gol annullati e rigori non dati sono 5. Se invece consideriamo ogni volta che la partita è stata condizionata dall’arbitro fischiandoci spesso il fallo inesistente contro a centrocampo, permettendo il fallo sistematico sui nostri senza ammonire gli avversari e non applicando a dovere la regola del vantaggio in modo da farci spezzettare il gioco allora ci mancano 20 punti! Perchè questo avviene in ogni partita di campionato! Tranne la partita a genova il Napoli non ha mai demeritato. Quest’anno è stato deciso così. Nel calcio girano miliardi e il Napoli rompe gli equilibri economici delle squadre che appartengono alla cupola mafiosa del calcio (rube, bilan e intertristi). In Champions League questo non accade e il Napoli può dimostrare tutto il suo valore. Purtroppo la mia passione per i colori azzurri mi rende cieco, altrimento avrei accantonato la serie a come ho già fatto per tante altre passioni italiche. Propongo quindi di puntare tutto sulla coppa dalle grandi orecchie dato che in campionato è già stato tutto stabilito a maggio dello scorso anno.

Cronaca

Il Cesena difende in undici, ma è il dodicesimo a salvarlo, l’arbitro Banti, che nel recupero annulla un gol di Pandev apparso regolare (91’). Non si sa che cosa abbia visto il direttore di gara livornese. Non c’erano azzurri in fuorigioco e l’ultimo tocco di Maggio per il macedone è stato di petto in tuffo. Allora? E perché il guardalinee, per giunta coperto dalla mischia degli uomini in area, ha alzato la bandierina? Che cosa ha visto? Nel tuffo, Maggio subiva la spinta di un difensore. Pandev scattava in fuorigioco millimetrico? Non è sembrato, neanche a munirsi di un binocolo. Resta questo 0-0, il punticino-salvezza che cercavano i romagnoli e la maledizione del momento contrario degli azzurri. Tre pareggi e una sconfitta nelle ultime quattro partite. Persa un’altra occasione nella serata in cui, davanti, la Roma cade e l’Inter si blocca. Non è stata una gran partita. Un valzer delle candele spente nel primo tempo, poi nella ripresa l’ingresso di Hamsik (per Inler) ha sveltito la manovra del Napoli. Cavani di testa colpiva il palo (57’). Antonioli sventava la conclusione di Pandev (80’). Comotto salvava sulla linea dopo un doppio colpo di Cavani, il primo salvato dal portiere (87’). Alla fine, il Cesena si salvava dal tracollo con la svista arbitrale. Centrale l’ultima conclusione azzurra, il colpo di testa di Vargas (92’). Amen. Questo campionato deve andare così. Mazzarri abbozza un turn-over mezzo obbligato. Non c’è Lavezzi, squalificato. Manca Cannavaro, infortunato. Difesa inedita con Aronica centrale e conferma di Britos alla seconda partita (stavolta bene) dopo il “ballo” di Genova. Hamsik trattenuto in panchina per un tempo con Dzemaili mezz’ala sinistra in tandem con Pandev alle spalle di Cavani (che però per un tempo gira troppo al largo). Rientra Inler, e qui casca l’asino (il ciuccio è l’emblema del Napoli, no?). Non che la vittoria mancata sia colpa dello svizzero. Banti lo supera abbondantemente. Però Inler ha avuto tanta libertà nei primi 45 minuti ed è andato sempre al passo. Non velocizzava mai l’attacco, i tocchi di appoggio e i lanci verso Dossena erano sempre prevedibili. Da un giocatore come l’ex udinese ci si sarebbe aspettata una grande direzione d’orchestra visto che era il Napoli a fare la partita e il Cesena era tutto dietro. Avevano grinta Dzemaili e Pandev, l’unico, il macedone, in assenza del Pocho, a cercare l’uno contro uno per conquistare la superiorità numerica. La difesa azzurra era tranquilla perché il Cesena non attaccava mai (qualche bel “numero” di Rennella) ed era ben sistemato nella sua metà campo a difendere il pareggio. Aveva persino lasciato Mutu a casa per disporsi a catenaccio (5-3-2). Per la verità il Napoli non era molto ficcante sugli esterni con Maggio e Dossena. I cross, poi, in mancanza di veri saltatori, erano continui regali alla difesa romagnola. Cavani rientrava troppo e così il Napoli mancava di una vera punta. Intanto Banti entrava subito in scena fischiando un fuorigioco inesistente a Cavani che, sul lancio di Gargano, se ne stava andando tutto solo nell’area romagnola (2’). Con pazienza il Napoli si apprestava al suo ricamo continuo contro un Cesena chiusissimo che, nel secondo tempo, ha giocato col 9-1 come nelle antichissime partite del football degli albori. Ma ha avuto ragione il Cesena. De Sanctis ha dovuto intervenire una sola volta, col piedino, contro Rennella pericolosamente vicino al palo sinistro (82’). Poi una coraggiosa uscita in tuffi a pugni su Rodriguez che entrava a gamba tesa (89’). Il Cesena ha abbozzato qualche tiro dalla distanza le poche volte che è entrato nella metà campo napoletana, ma sempre fuori bersaglio. C’era un salvataggio di Zuniga (86’), nell’area azzurra sguarnita (tutti avanti), sul cross di Rennella sfuggito a Campagnaro e diretto pericolosamente a Martinez. Ma, insomma, il Cesena non ha mai tirato in porta. Il Napoli, almeno, ci ha provato. Erano ripetuti i salvataggi dei difensori romagnoli sull’ultimo tocco degli azzurri. Antonioli (un vecchio fusto di 43 anni) si presentava con una gran parata a pugni tesi sulla “botta” di Pandev (27’). Certo, la difesa serrata del Cesena rallentava la manovra del Napoli alla ricerca, gira che ti gira, di un varco, di un corridoio, del minimo spazio per arrivare ad Antonioli. Gli azzurri portavano palla, non erano solleciti. Sulle corsie, il Cesena aveva come esterni di centrocampo due terzini a difendere (Comotto e l’esordiente ceco Pudil). I difensori centrali erano attentissimi e imbattibili nel gioco alto. I tre centrocampisti tutti a difendere. Nell’intervallo c’era la rinuncia a Inler per la cresta di Marekiaro. Hamsik si piazzava a fare l’ala sinistra per aprire la difesa avversaria. Un suo tiro (55’) veniva murato con le mani da Von Borgen al limite (da portiere aggiunto!). La punizione di Cavani a fil di palo trovava pronto Antonioli (56’). Rimaneva nell’aria freddissima il sospiro del gol. L’urlo del gol era poi ricacciato in gola ai ventimila della serata glaciale del San Paolo quando sul cross di Dossena, Cavani andava in cielo, come un cavallo alato, e di testa colpiva sicuro, ma il palo deviava la conclusione (57’). Il Napoli cresceva a vista d’occhio, ma il Cesena non si spaventava. Mazzarri toglieva un difensore (61’ Britos) per Zuniga sulla sinistra. Poi anche Vargas per Dossena (71’). E via a danzare davanti ai sedici metri del Cesena. Il salvataggio di Antonioli su Pandev (80’ cross di Hamsik) metteva nuovamente il sigillo alla serata. Poi il finale giallo. Prima, Vargas ne aveva evitavi due e toccava per Pandev. Assist del macedone per Cavani: sul primo tiro salvava Antonioli e sul secondo Comotto respingeva sulla linea. A questo punto erano almeno tre le palle-gol del Napoli andate in fumo. In chiusura la svista arbitrale.

Mimmo Carratelli

Statistiche

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Data la direzione di gara metto un 6 a tutti, in modo da alzare la media pure a chi, suo malgrado, non sta brillando ultimamente.

Sintesi

Confermo il titolo. Partita di merda, tutti con la testa altrove, il mafioso sculli che la faceva da padrone sulla fascia e nel finale quel ladro dei giochi preziosi a gioire e a prenderci per il culo. Peggio di così non poteva andare… E pensare che si poteva vincere facile contro questa squadra di mezze cartucce. Però quando la concetrazione non c’è, l’avversario ingarra il tiro della domenica, l’arbitro lasciava che ci riempissero di calcioni e sbagliamo gol davanti la porta mi pare normale che si perda contro chiunque. Se avessimo non perso solo la metà dei punti lasciati per strada fino ad ora saremmo in lotta scudetto, quanto mi fa incazzare questa cosa! Manco più nei titoli di prima pagina del CdS esce il Napoli, che tristezza!

Cronaca

Che botta a Marassi!Triturato nel primo tempo da un Genoa furioso con due gol in cinque minuti, steso nella ripresa con la terza segnatura dei rossoblu, nel finale il Napoli si avventa col cuore per l’impresa disperata, ma riduceva solo le distanze (2-3). Sono cinque le sconfitte azzurre, tre fuori casa. Nelle ultime dodici gare il Napoli ha vinto solo tre volte. I traguardi europei restano lontani. La giornata era propizia. Perde l’Udinese, perde l’Inter, la Roma in casa non va oltre il pari, fugge solo la Lazio. Ma anche il Napoli si ferma, sei punti sotto il quinto posto (Inter), ancora nove dal terzo. Il turn-over va bene (sette partite a febbraio), ma è discutibile la rinuncia in partenza a Cavani (sette gol nelle ultime sei partite, dodicesimo gol a Genova) in campo nell’ultima mezz’ora. Fallisce l’avvicendamento di Aronica con Britos. Giusto far riposare Inler (Dzemaili molto più vivo) e Maggio. I turn-over non portano fortuna a Mazzarri. Ma stavolta è stato un avversario strepitoso a strapazzare gli azzurri per un’ora sigillando la partita favorevole. Marino ha presentato una squadra camaleontica e tarantolata (bruciavano i sei gol presi a Napoli). Un 4-3-3 cangiante che in fase di non possesso diventava 5-3-2 e poi un 4-4-2 di controllo. Ma per un’ora, al di là del modulo, i giocatori genoani sono stati superiori. Grintosi, veloci, precisi. Marino indicava ai suoi la strada buona, il versante sinistro del Napoli dove Britos, attaccato da Jankovic e Palacio, che si spostava su quel lato, ma anche da Kucka che veniva avanti, andava subito in crisi, e Dossena e Hamsik non erano di grande aiuto al compagno. Palacio era devastante dappertutto, Gilardino faceva un gran lavoro per dare profondità al Genoa, i centrocampisti rossoblu conquistavano palla ripartendo velocemente. Sculli, sul lato destro della difesa del Napoli, era sempre pericolosissimo. Il Napoli era disorientato, non trovando mai le contromisure per entrare in partita. Gara persa a centrocampo dove Moretti, Kucka, Biondini e Jankovic stracciavano letteralmente gli azzurri condannando Gargano e Dzemaili a una partita disperata. Rientrava poco Pandev, vagava Lavezzi, Hamsik si prodigava senza successo. Quando il Genoa, stremato, si è ritirato in difesa e il Napoli ha preso ad attaccare, nel secondo tempo, gli azzurri non hanno avuto la lucidità necessaria per sfondare, troppo frenetici e ansiosi, chiusi irrimediabilmente da una difesa a sette. Negli ultimi dieci minuti, Cavani e Lavezzi riaprivano la gara e, nei minuti di recupero, Frey negava a Dzemaili il gol del pareggio. Il Genoa non ha dato tempo al Napoli azzannandolo al fischio d’avvio. Ritmo altissimo, agonismo puro (alla fine sette ammoniti, anche Lavezzi che era diffidato e salterà la partita di mercoledì sera col Cesena). La squadra ligure, in avanti, non dava punti di riferimento accentuando le difficoltà della difesa napoletana. Gilardino era un osso duro per Cannavaro. A destra in difficoltà Campagnaro su Sculli nonostante il soccorso di Zuniga che arretrava. Il Genoa attaccava a tutto spiano. Aveva più gamba e più determinazione. Fuori le conclusioni di Sculli (9’) e Palacio (13’). Poi De Sanctis chiudeva bene lo specchio della porta a Gilardino solo soletto nei sedici metri: il centravanti “incantato” dal portiere calciava fuori (14’). E ancora il portiere azzurro doveva esibirsi con una prodigiosa respinta a pugni sul tiro improvviso di Jankovic (16’). Insomma, il Napoli era in balia del Genoa, replicando timidamente. Pandev veniva stoppato al tiro (17’), Hamsik concludeva malamente fuori (19’). Pandev non riusciva a sfuggire alla morsa dei difensori genoani e Lavezzi era piuttosto impalpabile. Hamsik arretrava sotto la bufera ligure. Era un prodigio di Palacio ad avviare la vittoria genoana. Sulla “sponda” di Gilardino, sganciava una micidiale “palombella” da fuori area. L’arco della traiettoria superava De Sanctis. Un tiro con un magico effetto (31’). Il Napoli non aveva neanche il tempo di riprendersi che andava di nuovo sotto. Stavolta la difesa era da disperazione. Sul cross di Sculli, Gilardino sfuggiva a Cannavaro e insaccava con un colpo di testa basso (36’). Il Napoli non riusciva a tenere palla, perdendola in continuazione e rimanendo sotto la pressione del Genoa che era sempre furente. Lavezzi sfoderava solo due spunti (24’ e 44’) senza risultato. Doveva uscire Cannavaro, colpito duro, ed entrava Maggio (45’). Ripresa. Difesa azzurra a quattro, Maggio e Dossena ai lati Campagnaro e Britos centrali. Zuniga andava a giocare a sinistra. Con l’ingresso di Cavani (56’ per Zuniga), Mazzarri schierava il Napoli con un 4-3-3. In avanti Pandev, Cavani e Lavezzi. Il Napoli andava vicinissimo al gol: assist di Dzemali per Hamsik in posizione da centravanti a tu per tu con Frey, ma il tiro di Marekiaro si spegneva sul portiere. Dal possibile 1-2 allo 0-3 messo a segno da un super Palacio (69’). Moretti avviava l’azione sfuggendo a Maggio, al centro dell’area azzurra Britos e Dossena erano disorientati lasciando a Gilardino il tocco vincente per Palacio completamente libero. Il disastro azzurro veniva addolcito dai gol di Cavani (80’ su cross di Maggio) e Lavezzi (82’) che andava in gol su un lancio lungo delle retrovie. Ma la rimonta rimaneva incompiuta quando nei cinque minuti di recupero Frey parava il gran tiro di Dzemaili (92’).

Mimmo Carratelli

Statistiche

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De Sanctis 5 – Media tra 3 per i gol subiti e 7 per l’uscita su gilardino lanciato a rete. Morgan gli ha fatto credere di buttarsi in scivolata e quell’ex attaccante genoano non aspettava altra che buttarsi a terra per prendersi il rigore ma è rimasta fregato con la palla che si è persa a fondo campo.

Campagnaro 3 – Non ne acchiappa una e il gol del raddoppio viene da un suo passaggio sbagliato.

Cannavaro 3 – Meno male che si è infortunato perchè stava facendo più danni che altro.

Britos 3 – brrrrrrrrrrrrrrr… britos non si può vedere. Spero sia solo perchè è ancora fuori forma.

Zuniga 4 – Si lancia in avanti una solo volta, ma buona, e soffre l’avversario di reparto in modo terribile.

Dzemaili 5 – Ha sbagliato il gol del possibile pareggio e ha perso una palla su palacio che poteva costarci il quarto gol ma si è impegnato e un po’ i mezzi ce li ha.

Gargano 6+ – Migliore in campo. Corre per tutti e cerca di mettere una pezza un po’ ovunque. Indovina pure il lancio per il gol del pocho.

Dossena 4,5 – Anche lui si fa sopraffare dagli avversari. Non mette un cross decente in mezzo e deve cercare di coprire pure l’immobilismo di Britos.

Hamsik 5 – Gioca da trequartista classico a tutto campo e questo lo rende poco lucido sottoporta come sta avvenendo ultimamente. Marek che ti stai mangiando…

Lavezzi 5 – Segna un bel gol ma nel complesso corre a vuoto senza seguire un filo la tattica della squadra mettendo in difficoltà i compagni. Un giocatore che cerca di dribblare tutti gli avversari al secondo tentativo lo avrei sostituito all’istante.

Pandev 5 – La prima punta non è il suo ruolo e si vede. Sbaglia un colpo di testa facile e poi si eclissa.

Maggio 5,5 – Fa quello che può partendo da terzino puro a destra. Buono l’assist per il gol di Cavani.

Cavani 6 – Entra e segna. Si impegna ma vaga nel nulla.

Vargas sv – Gioca poco tempo e non gli passano mai la palla.

Prima del CdS

Sintesi

Stagione scorsa, quarti di Coppa Italia, il Napoli sfida l’inter e dopo una partita dominata usciamo sconfitti ai rigori. Ieri sera la stessa partita con la differenza che il Napoli sconfigge i nerazzurri e approda meritatamente in semifinale. Gli intertristi reclamano un rigore “grande quanto una casa” non dato dall’arbitro ma ribatto: dove? di seguito l’immagine dove si vede che il fallo, se c’è stato, è iniziato fuori area. Inoltre se quello è fallo, il Napoli avrebbe dovuto avere una infinità di rigori solo in questa stagione, nel particolare almeno due domenica scorsa a siena. Lo stesso siena che incontreremo nella doppia partita di semifinale. L’arbitro invece, a ben guardare, avrebbe dovuto espellere nel primo tempo il nano olandese per un fallaccio da macellaio su Gargano, ha rischiato di spezzargli tibia e perone, e il rumeno col caschetto per doppia ammonizione. Che tristezza vedere i direttori di gara cagarsi sotto contro i poteri forti del calcio italico. Infine quando gli avversari non impostano la partita difendendosi in 11 giocando e solo per bloccare il gioco del Napoli i nostri mostrano di che pasta sono fatti mettendo sotto tutti. Anche se nel primo tempo anche l’ex ambrosiana si era messo in campo con un 5-4-1 bloccandoci sullo 0 a 0, poi nella ripresa il loro allenatore ha cambiato le carte in tavola ed è finita come tutti sanno.

Cronaca

Contrariamente alle ultime indicazioni tattico-finanziarie, il monte-ingaggi del Napoli (41,2 milioni di euro) elimina dalla Coppa Italia il monte-ingaggi dell’Inter, più di tre volte superiore (145 milioni). Il Napoli piega al San Paolo la corazzata di Ranieri (2-0) che fallisce l’operazione di zittire lo stadio napoletano con una prestazione mirabolante della sua squadra (che non c’è stata) dopo otto vittorie consecutive. Doppietta di Cavani, primo gol su rigore. Inter incenerita. Ranieri non ha mai vinto contro Mazzarri, e questo almeno è confermato. Il Napoli incontrerà il Siena nelle due partite di semifinale (8 febbraio e 21 marzo) per una rivincita sul pareggio in campionato. Ma è una squadra “piccola”. Dobbiamo allarmarci? In partenza il Napoli fa a meno di Pandev (!), il più in forma, per schierare i tre vecchi tenori. Il macedone è in panchina e quando entrerà sarà decisivo (assist per il secondo gol di Cavani). Conferma Inler e avvicenda Dossena con Zuniga. All’Inter mancano Lucio e Pazzini, influenzati, ma schiera una signora formazione (16 gol nelle ultime sette partite di campionato, due soli due gol al passivo). Il Napoli di gol ne ha subiti troppi nelle ultime sette gare (10). Clima polare per i 35mila del San Paolo e partita congelata dalla tensione delle due squadre, soprattutto da parte dell’Inter che nel primo tempo bada solo a difendere. E’ partita unica per superare i quarti di Coppa Italia. Vietato perdere. Alla fine, l’Inter risulterà troppo attendista e accennerà a svegliarsi dopo il vantaggio di Cavani. Inserisce Alvarez per vivacizzare i suoi attacchi. Gioca la ripresa costantemente nella metà campo del Napoli e De Sanctis è chiamato a qualche intervento audace. Ma l’Inter non riesce a passare. Il Napoli si difende a volte con affanno, non governa più la palla, la perde dopo ogni contrasto, ripiega e soffre, ma alla fine vince, beffando la squadra milanese in contropiede per il raddoppio, nel recupero. Non si può dire che il Napoli sia completamente guarito dalle delusioni del campionato, però il successo ne risolleva il morale. E Cavani, dopo il rigore fallito a Siena, si è riscattato. Il Napoli è apparso stanco nel finale, ma ha stretto i denti. Qualche pasticcio in difesa, però rimediato. Lavezzi non sembra recuperato pienamente dopo l’infortunio. Il Napoli ha giocato in umiltà meritando la vittoria. Si comincia a ritmi bassi, preferiti dall’Inter che si rannicchia nella sua metà campo e aspetta. Isolato, avanti, Milito. Ranieri chiede a Sneijder di giocare da seconda punta. Ma l’Inter non riesce a costruire gioco. Lo fa il Napoli però lentamente. Lavezzi rientra profondo per avviare l’azione. Sfugge a Maggio una ghiotta palla-gol (15’) quando, sul lancio di Gargano, a tu per tu con Castellazzi si fa toccare il pallone in angolo dal portiere. Poi è Gargano a sfiorare un palo su punizione (19’). C’è più Napoli che Inter. Sneijder nervosissimo fa un brutto fallo su Gargano (29’) dopo un errore di Aronica: né punizione, né “giallo”. L’arbitro Celi sembra incerto. Come nell’azione in cui Chivu sbilancia Cavani al limite (35’) e non prende nessuna decisione. Il tiro di Aronica dal limite interista, assist di Hamsik, è troppo centrale per impensierire Castellazzi (40’). Poi un tiro incrociato di Marekiaro si perde oltre il palo più lontano (42’). Primo tempo noioso. L’Inter si affaccia poche volte nell’area di De Sanctis. Un tiro debole di Sneijder è parato (16’). Un colpo di testa di Samuel, su corner, finisce tra le mani del portiere azzurro (23’). Ma sono azioni sporadiche. E’ netto lo sgambetto di Thiago Motta su Cavani che apre le ostilità nella ripresa. Il Matador stavolta non sbaglia dal dischetto (50’). L’Inter, allora, si dà una mossa. C’è Alvarez per Obi ed è un’altra musica, ma il giovane argentino fa troppo l’individualista (Mazzarri gli mette Gargano alle costole). C’è anche l’ombra di un rigore nell’area napoletana (57’ Maggio sbilancia Milito). E l’Inter ormai gioca nella metà campo del Napoli. Gli azzurri hanno meno forze e non riescono a ripartire. Pandev al posto di Lavezzi (65’). De Sanctis deve intervenire più volte (69’ Alvarez gli regala però la palla-gol, poi tre interventi consecutivi del portiere azzurro all’86’). Nel frattempo, seppure a fatica, il Napoli ha buone opportunità per colpire ancora. Nel momento del tiro, Cavani si fa chiudere da Samuel (71’ assist di Pandev). Il macedone conclude alto al volo (72’ su imbeccata di Cavani). Gargano si ritrova a tu per tu con Castellazzi e perde l’attimo decisivo per batterlo (80’). Inler ancora giù di corda cede il posto a Dzemaili (81’). Entra Dossena per Hamsik (87’) fortificando l’assetto difensivo. Le iniziative di Sneijder, i ghirigori di Alvarez e i cross di Maicon non portano a nulla. Milito è chiuso dai centrali azzurri. Con l’Inter tutta sbilanciata in avanti, Pandev innesta il contropiede lanciando Cavani in area. Il Matador evita Ranocchia, dribbla Castellazzi e raddoppia (93’). Il recupero che doveva dare speranze all’Inter si risolve nel successo pieno del Napoli.

Mimmo Carratelli

Tabellino

Pagelle

De Sanctis 7 – Salva il risultato con un paio di prodezze nella stessa azione durante la massima spinta intertriste.

Campagnaro 6 – Non brilla ma in netta rispresa contro avversari più forti rispetto alle recenti prestazioni.

Cannavaro 7 – Il pricipe piagnone segnava gol a raffica, Paolino lo annulla.

Aronica 6,5 – Per ben 2 volte si è trovato in zona gol, cosa per lui straordinaria! Svolge alla grande il suo ruolo mostrando il suo “sinistro magico” come definito dai telecronisti rai. Non gli metto di più per il gol mangiato nel primo tempo.

Maggio 6 – Si ritrova di fronte quel fulmine di obi e lo mette sotto come è giusto che sia. Poi il nigeriano esce e si trova a difendere di più rischiando qualcosina.

Gargano 7 – Lo “specialista dei calci piazzati” come lo hanno definito gli attenti telecronisti ha sciorinato una grande prestazione, sfiorando un paio di volte il gol e coprendo le lacune date dal momento no del suo compagno di reparto.

Inler 6 – Di fiducia e perchè nell’azione del primo gol voglio credere che sia stato anche il suo pressing a far perdere la palla al mottino.

Zuniga 6,5 – “Migliore in campo” per mamma rai. Con la sua verve offensiva tiene a bada uno come maicon che certo non è un cretino.

Hamsik 6 – Non si fa vedere molto in zona gol svolgendo però una buona prestazione dal punto di vista tattico.

Lavezzi 6 – Non è ancora al top della forma e non incide perchè nel primo tempo gli avversari si difendono a riccio.

Cavani 9 – 51 GOL con la doppietta di ieri, basta questo per giustificare il voto. Grande matador, 51 gol in 72 gare!

Dzemaili 6,5 – Imposta i contropiede e prova pure le conclusioni da lontano.

Pandev 6,5 – Sempre utile con le sue giocate.

Dossena sv

Prima del CdS

Sintesi

Mezza paliata senese.

Pubblicato: 23/01/2012 in calcio napoli

Come voleva dimostrare dalla disanima tattica fatta in occasione del precedente turno di campionato il Napoli è stato bloccato pure da quella squadretta del siena. C’è da ammettere che qualche miglioria tattica c’è stata almeno per quanto i rinvii dal fondo, è Marek che torna indietro a creare la superiorità per ricevere palla a terra solo che il meccanismo non è stato ancora del tutto assimilato. Basta pensare all’azione della traversa presa in piena dall’ex arciere azzurro: Morgan passa ad Hamsik che da a Campagnaro, il quale va in bambola come il Capitano lasciando l’avanti senese solo davanti la porta. Urgono altri rimedi. Non sono per cambiare il modulo in quanto vincente. Però la difficoltà è palese tanto che anche in conferenza stampa i nostri non sanno che dire. Mazzarri se ne è uscito con fesserie colossali spero non dette con serietà ma solo per lasciare libera la squadra.

Onore a Pandev che, in un bruttissimo Napoli, si batte, corre, serve, scambia e, nel finale disperato degli azzurri, acciuffa il pareggio a Siena (1-1) con un gran colpo di testa, da campione autentico, e sfiora una “personalissima” vittoria che una super-parata di Pegolo gli nega nei minuti di recupero. Quinto gol del macedone, già decisivo nel pareggio contro la Juventus con una “doppietta” e nell’eliminazione del Cesena dalla Coppa Italia. Secondo pareggio consecutivo del Napoli dopo la scorpacciata di gol contro Palermo e Genoa e terzo posto-Champions ancora più lontano (-9). In dubbio anche un piazzamento per l’Europa League. Ora c’è anche la Roma, con Lazio e Inter, più avanti degli azzurri. E’ tornato Lavezzi, dopo tre settimane di stop. E’ entrato nel secondo tempo (56’) ed è sembrato che il Napoli prendesse a volare. Ma il calcio è un grande mistero. Entra Lavezzi e segna il Siena! Calaiò, l’ex arciere azzurro, centra l’ottava rete stagionale (sette in casa). Aveva già colpito la traversa nel primo tempo scuotendo le labili sicurezze del Napoli. E’ stata una trasferta deprimente in cui Cavani si fa parare un rigore (terzo penalty a favore, nessuno segnato) mentre la squadra era sotto 0-1. A procurarsi il rigore era stato Lavezzi. C’è stato un solo tenore in campo, il generosissimo macedone che non si è arreso mai alla partita contraria. Il Siena azzecca un match difensivo con rari contropiedi. Ma la verità è che nel Napoli languono i maggiori paladini dei successi antichi. Svaniscono le energie di Maggio e Campagnaro. Non trova più i tempi Cavani. Hamsik sbaglia palloni facili. Inler non c’è proprio, lento, mai illuminante. E, in difesa, quando c’è da combinare un pastrocchio sono sempre pronti. Il gol di Calaiò è un omaggio dei tre difensori. Aronica fuori posizione sul cross di Vergassola, Campagnaro tagliato fuori, Cannavaro a vuoto nel duello aereo sul colpo di testa vincente del centravanti. A completare l’opera, Inler si era fatto superare in tromba da D’Agostino all’avvio dell’azione. Brutto, bruttissimo Napoli che il Siena ingabbia rinunciando al collaudato 4-4-2 e schierando un fitto 3-5-1-1. La difesa a tre non soffre contro un Napoli poco incisivo. A centrocampo intensità a mille e superiorità numerica in fase di contenimento. Arretra persino Brienza a sostenere il centrocampo, che difende a sei, lasciando solo Calaiò in avanti. Il Napoli si perde nella ragnatela toscana che propone gli esterni Del Grosso e Vitiello incollati a Maggio e Dossena sulla fasce. D’Agostino gioca arretrato e sfugge al controllo di Inler. Gargano gira a vuoto contro Vergassola. Nella difesa del Siena due ex azzurri, Terzi e Contini. Cavani non la sfonda mai, Hamsik sbaglia l’ultimo tocco, Maggio non vince un solo duello con Del Grosso. Meglio Dossena su Vitiello (e l’azzurro scoccherà il cross del pareggio). Pandev è l’unico a creare difficoltà ai toscani. Il macedone gioca al centro con grande movimento, Cavani a sinistra, quasi sempre lontano dall’area senese, Hamsik a destra molto attivo ma col passare del tempo impreciso, Gargano avanzato ma con poca lucidità. Il Napoli parte bene. Impegna Pegolo con una punizione bassa di Pandev (7’). Cavani, pressato, manda a lato il colpo di testa (11’ cross di Dossena). Hamsik spreca un contropiede (14’) e un assist per Pandev (19’). Il Siena è tutto dietro la linea della palla. Pegolo para in tuffo un tiro di Cavani (23’). Un colpo di testa ravvicinato di Campagnaro viene ribattuto da Vitiello avvinghiato ad Hamsik (25’) nell’area piccola. Alto un colpo di testa di Campagnaro (29’). Il Siena viene fuori dopo la mezz’ora con i primi tentativi offensivi. Un tiro lungo a scendere di Calaiò finisce fuori (40’). Succede di peggio quando Campagnaro respinge male, Cannavaro entra a vuoto su Calaiò che fila davanti a De Sanctis e lo supera con un “cucchiaio” che si conclude contro la traversa (43’). Poco dopo, su corner, in mischia, Vitiello alza oltre la traversa nell’area piccola (44’). Due palle-gol sfumate. Gli episodi finali del primo tempo danno coraggio al Siena e Mazzarri manda in campo Lavezzi (56’ per Gargano). Pegolo è lestissimo a uscire sui piedi di Lavezzi e Cavani lanciati in gol da Pandev (62’ e 63’). Il Pocho è devastante a destra e Terzi salva in angolo (65’). Poi il patatrac del gol di Calaiò che non esulta (67’). Il Siena supera le incertezze dopo l’ingresso di Lavezzi e difende in massa il vantaggio. Mazzarri mischia le carte (70’): dentro Dzemaili per l’opaco Inler e Zuniga al posto di Campagnaro. C’è sempre Pandev che si batte con foga. Gli sfugge il tocco in rete quando Pegolo non trattiene la palla sul colpo di testa di Cavani (77’). Ed ecco, dopo gli errori sul gol di Calaiò, l’errore di Cavani dal dischetto quando l’arbitro concede il rigore per l’entrata di D’Agostino su Lavezzi nei sedici metri. Il Matador va alla battuta con una rincorsa corta scoccando un tiro prevedibile che Pegolo indovina e respinge (78’: il portiere senese in Coppa Italia ha parato due rigori a Palermo consentendo al Siena di proseguire in Coppa Italia). Siamo al momento disperato del Napoli che attacca con Zuniga e Maggio a destra, Dossena e Lavezzi a sinistra, Cavani e Pandev al centro, mentre Hamsik retrocede a proteggere la linea mediana a fianco di Dzemaili (l’aveva già fatto con Inler). Il Pocho, col passare dei minuti, regge poco e sbaglia. Usciva Calaiò esausto (80’ dentro Destro). Luce artificiale sul campo e buio Napoli. Ma arriva il pareggio di Pandev che, pressato, realizza con un colpo di testa a fil di palo (86’ cross di Dossena). Poi, nei quattro minuti di recupero, la paratissima di Pegolo sulla conclusione di Pandev (92’ assist di Lavezzi). Campionato compromesso e mercoledì sera c’è l’Inter per la Coppa Italia (quarti di finale, partita secca).

Mimmo Carratelli

Statistiche

Pagelle

De Sanctis 6 – Come al solito incolpevole sul gol, si segnala per qualche buona uscita.

Campagnaro 5 – Calaiò sottoposto alle sue marcature diventa Eusebio.

Cannavaro 4 – Quello che combina sul gol avversario lo sa solo lui. Inoltre si fa prendere spesso di infilata.

Aronica 5 – Il meno peggio del reparto, irritante però in fase di impostazione.

Maggio 5 – Quando viene marcato stretto e non ha spazio per andare in velocità fa più danni che cose giuste.

Gargano 5,5 – E’ più inconcludente del solito.

Inler 4 – Che fine abbia fatto il miglior centrocampista dello scorso campionato è un mistero, inpalpabile e responsabile sul gol subito.

Dossena 6 – Oltre al cross vincente per la testa di Pandev è sembrato più vispo del solito. Sarà che la luce del sole lo esalta… mah…

Hamsik 5 – Gli viene affidato il ruolo di uomo ovunque ma sbaglia spesso il passaggio finale. Inoltre almeno un paio di volte avrebbe fatto meglio a tirare in porta piuttosto che passare dato che il tiro ce l’ha.

Cavani 5 – Solita partita fatta di generosità e scatti brucianti. Non gli perdono però quel rigore non tanto perchè se lo è fatto parare (che può starci) ma perchè lo ha tirato quasi da fermo. Mai aveva fatto così.

Pandev 6,5 – Gol e magie durante tutta la partita. Quando lo spazio non c’è si sopperisce con la classe e in tutta la squadra ce l’ha solo lui. Migliore in campo.

Lavezzi 6 – Si procura il rigore ma subito dopo entrato si mangia il gol del vantaggio non stoppando bene la palla

Zuniga e Dzemaili 6 – Cercano di fare quello che possono.

Prima del CdS

Sintesi