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Auguri Commodore 64!

Pubblicato: 04/01/2012 in arte, blogging, storia

Oggi 30 anni fa era disponibile in commercio negli states il mitico Commodore 64! Auguri al mio primo pc, compagno di tante ore di gioco, precedute da infinite ora di caricamento. La domenica mattina andavo in edicola e per la bellezza di 3000 lire compravo una cassetta con una ventina di giochi e ci giocavo tutta la settimana. Sulla copertina della cassetta segnavo il minutaggio dove partiva il caricamento di ogni gioco, in modo che, se ce ne era uno in particolare che mi piaceva, lo caricavo direttamente. Poi bastava mettere il joystick nella porta due, sintonizzare la tv sulla frequenza 36, bruciarsi la vista con quella imponente schermanta blu  e cominciava la magia. Si perchè di magia si trattava. Il caricamento del gioco da cassetta magnetica, che tendeva a smagnetizzarsi o il cui nastro a impigliarsi di continuo nella testina del registratore aggiunto al tempo di attesa lunghissimo, faceva, una volta che il gioco partiva, gridare alla magia. Wooow! Funziona!! Quello più terribile era Street Fighter 2, oltre alla grafica che rispetto al coin-op faceva cagare, vi era il piccolo inconveniente che ogni personaggio era caricato in un punto diverso della cassetta registrata su entrambi i lati. Prima di un combattimento si potevano attendere anche 60 minuti! Poi mi arrivò un bel lettore di floppy disk da 5 pollici e un quarto (che contenevano la bellezza di 360 kb!) e un po’ la magia si perse ma non la voglia di giocarci. Ne sapeva qualcosa la presa dell’antenna del mio vecchio televisore dell’epoca che a furia di mettere e togliere il cavo del segnale tv a favore di quello del commodore un bel giorno se ne venne completamente in mano.

Auguri mio caro Commodore 64, dopo di te ci fu il vuoto per molto tempo. Non sopportavo i vari amiga, nes, snes, megadrive ecc… Solo molto tempo dopo mi concessi il lusso di prendere una psx e rifare, più o meno, le stesse cose come con te.

Lascio con un omaggio musicale al neo-trentenne:

“Il commodore 64 rompe il culo al pc, col commodore 64 ora ci giocano gli dei, il commodore 64 si è inculato anche la play…”

Giusto ieri il nuovo governo si è insediato e quello vecchio già mi manca (a me piace ricordarlo come nell’immagine qui su). È finita ancora una volta con le monetine, come nel 1993. Allora su Craxi, oggi sul nostro ex giovane premier: le monetine sugli sconfitti sono un genere che tira, in Italia. Ai lanciatori di oggi andrebbe ricordato che quelli del ’93 erano fascisti, fascisti del Movimento Sociale Italiano (di cui facevano parte gli ex ministri la russa, fini, alemanno, gasparri, storace… tutta feccia fascista che ha venduto il culo per una poltrona importante), e qualcosa vorrà pur dire. L’ex presidente del consiglio del porno stato si è dimesso sabato alle 21.42. Forse  si è chiusa un’era: lo si vedrà nei prossimi mesi. Forse no. L’effetto-NanoDiArcore è ancora ben visibile fra quelli che – al momento – si considerano e vengono raccontati come vincitori. Ha lasciato Palazzo Chigi perché ha fallito. Nel 1994 si presentò promettendo la rivoluzione liberale, nei successivi diciassette anni i (quattro) governi da lui guidati sono stati statalisti, anticoncorrenziali e clericali come forse nemmeno quelli della Prima Repubblica a guida democristiana. Il nano ha fallito come Presidente del Consiglio ma ha plasmato il Paese come nessun altro. A partire dai suoi stessi avversari, diventati nel tempo i migliori oppositori possibili per uno come lui. Silviucciobello lascia ma non ha ancora perso. I vincitori di oggi, invece, sono ancora una volta i veri sconfitti. Si pensi all’uomo dell’oltretomba bersani e al suo partito democratico, costretti a sostenere quello che sarà forse il governo più sinceramente di destra della storia repubblicana, forse l’unico governo che potrà definirsi non solo liberale ma decisamente liberista. Mario Monti arriverà per fare quello che avrebbe dovuto fare il suo predecessore: mettere in pratica le direttive della famosa lettera dell’Unione Europea. Ma la maggioranza del nano era ormai troppo esigua e forse troppo debole era la sua stessa volontà politica, perché con le elezioni comunque alle porte sarebbe stato un problema assumersi la responsabilità unica delle lacrime e del sangue. Ci penserà il Pd, quindi, a mettere i numeri necessari e con questo siamo proprio al paradosso. Si pensi poi a quelli che inneggiano alla caduta di Silvio e al Paese liberato e sono gli stessi che in queste settimane si accampavano con gli indignados contro la BCE e gli speculatori: da ieri il loro Presidente del Consiglio sarà proprio l’uomo venuto dall’Europa, quel Mario Monti che ebbe a dire “B. va ringraziato, perché nel ’94 ci ha salvato dalla Sinistra di Occhetto aprendo alla rivoluzione liberale”. Quel Mario Monti che solo all’inizio dell’anno accusava la sinistra italiana di portare avanti un “arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati” e che è “un grosso ostacolo alle riforme”. E che, a proposito di riforme, nello stesso intervento, lodava la enterogelmini e melchiorre/marchionne. Il nostro ex giovane premier è stato capace di svuotare di identità e contenuti politici gli avversari, occupando con la sua figura ogni spazio. E ora che ha finalmente fatto il passo indietro richiesto, in prima fila restano i suoi oppositori – quelli seduti in Parlamento e quelli che festeggiano in piazza, con spumante e monetine – che si ritrovano con in mano il cerino di un programma di governo da mandare giù in silenzio, scritto dagli odiati banchieri e che parla di riduzione del costo del pubblico impiego, liberalizzazione dei servizi pubblici locali (con tanti saluti al referendum del giugno scorso), riforma del mercato del lavoro (cioè licenziamenti più facili). In definitiva, non c’è nessuna liberazione da festeggiare, perché il nano malefico ha vinto. Sarà un altro governo e non il suo, in definitiva, a fare il lavoro sporco per evitare il deafult e succederà con l’appoggio di quelle che (almeno sulla carta) erano le sue opposizioni. Così tra qualche hanno potrà dire che le tasse, i tagli feroci e quant’altro è servito per evitare il tracollo, sono state conseguenze del governo Monti appoggiato in pieno dalla sinistra. Silviuccio ne uscirà pulito e il Partito Delle Lote rivincerà le elezioni.

Per questi motivi ero favorevole al default. Si doveva fallire con quel governo (di incompetenti, puttane e raccomandati) in modo da toglierceli dai coglioni per sempre. Invece adesso gli scenari futuri sono diventati ancora peggiori.

Auguri a tutti i lettori dal vostro affezionatissimo. Non mi è mai piaciuta la festività in questione ma ho pubblicato questo articolo solo per mostrare questa foto di oggi.

Tanti auguri a me!

Pubblicato: 10/02/2011 in blogging

Sono ufficialmente entrato nell’anno del cazzo e, con un certo ritardo, pubblico una bellissima, molto kitch, foto collage dell’evento. Una menzione particolare all’organizzazione dell’appuntamento segreto all’auchan di sabato pomeriggio.

Stamattina hanno arrestato Marta Di Gennaro, ex vice del commissario straordinario all’emergenza rifiuti g.bertolaso, il prefetto Corrado Catenacci e altri 12 esponenti della regione campania per reati contro l’ambiente. Tali loschi figuri usavano dei depuratori lungo la costa campana (dal salernitano fino al litorale casertano) per sversare in mare migliaia di metri cubi di percolato (il liquame formatosi dalla decomposizione dei rifiuti urbani non trattati a dovere e quindi impossibilitati per legge ad essere buttati in discarica). L’indagine dura da 2 anni e ha avuto il suo esito finale proprio questa mattina. Sulla base di questi elementi propongo alcune mie riflessioni riguardo la vicenda. Circa 3 anni fa, la città di napoli e tutta la sua provincia erano nel bel mezzo di una grossa emergenza rifiuti. Non una delle peggiori, in quasi 20 anni di emergenza ne ho viste tante, ma di sicuro quella più reclamizzata dai media. Dopo poco tempo arriva, a elezioni parlamentari concluse, il grande liberatore che in 2 settimane ripulisce tutta la città (e solo questa) dalla munnezza: i tg mostrano servizi su come Napoli sia ritornata a vivere, la gente felice, i bambini che giocano sul lungomare e per le strade si leggono manifesti che riportano “silvio santo subito”. Tutto andava a gonfie vele per il liberatore: consensi in aumento e un bel po’ di proposte di leggine ad personam contro cui l’opinione pubblica non protestava. Che fine avesse fatto l’immondizia? A nessuno importava, l’importante è che non era più per le strade, anche se buttata a mare, evidentemente, non destava preoccupazioni. Un piccolo scricchiolio nella grande struttura di questo successo si avverte durante l’estate 2010 quando un giornalista pubblica un’inchiesta sui dati taroccati sulla balneabilità della penisola sorrentina e del golfo di napoli. A quel punto, supporatata anche da altre anomalie, parte tutta la macchina investigativa della magistratura. Gli adepti del liberatore che si occupavano dello smaltimento dei rifiuti si sentono osservati, spiati, e, cosa strana per loro, capiscono che la soluzione “tutto a mare” è un tantino illegale. Cercano altri modi per disfarsi dei rifiuti ma alla lunga non si raccapezzano più e verso fine novembre la città è di nuovo sommersa dall’immondizia e ci rimarrà fino a capodanno quando i camion cominceranno a portare tutti i rifiuti in puglia apparando un po’ la situazione.

Concludo con 2 filmati: il primo del grande angelo xg1 che vede saviano spiegare la verità sulla questione rifiuti e il secondo tratto dal documentario “Biutiful Cauntri” con protagonista il leghista bertolaso:

E poi qualcuno si meraviglia quando dico che al mare non ci voglio andare…

Ode all’imbianchetto

Pubblicato: 17/01/2011 in blogging

 

“Non si sapeva più come fare,

per colpa di un dannato numeretto.

Ma non si è dovuto più ristampare,

grazie a te o imbianchetto!”