Arbitraggi bir…banti!

Pubblicato: 03/02/2012 in calcio napoli
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Titolo del post sulle orme di quelli della gazzetta. Il Napoli ora si comincia a lamentare degli arbitraggi, passando mediaticamente per i piagnoni della situazione. Ad inizio torneo si era scelto di stare zitti nonostanti i torti, ora invece questo cambio di rotta fa sembrare che si sia posta l’attenzione sulla questione per nascondere i demeriti della squadra. Assolutamente non è così, ma non è quello che gli organi di informazione hanno recepito. Addirittuta la società ha inviato a sky una lista di errori arbitrati che ci avrebbero tolto a 13 punti. In verità i punti verificabili che mancano al Napoli per gol annullati e rigori non dati sono 5. Se invece consideriamo ogni volta che la partita è stata condizionata dall’arbitro fischiandoci spesso il fallo inesistente contro a centrocampo, permettendo il fallo sistematico sui nostri senza ammonire gli avversari e non applicando a dovere la regola del vantaggio in modo da farci spezzettare il gioco allora ci mancano 20 punti! Perchè questo avviene in ogni partita di campionato! Tranne la partita a genova il Napoli non ha mai demeritato. Quest’anno è stato deciso così. Nel calcio girano miliardi e il Napoli rompe gli equilibri economici delle squadre che appartengono alla cupola mafiosa del calcio (rube, bilan e intertristi). In Champions League questo non accade e il Napoli può dimostrare tutto il suo valore. Purtroppo la mia passione per i colori azzurri mi rende cieco, altrimento avrei accantonato la serie a come ho già fatto per tante altre passioni italiche. Propongo quindi di puntare tutto sulla coppa dalle grandi orecchie dato che in campionato è già stato tutto stabilito a maggio dello scorso anno.

Cronaca

Il Cesena difende in undici, ma è il dodicesimo a salvarlo, l’arbitro Banti, che nel recupero annulla un gol di Pandev apparso regolare (91’). Non si sa che cosa abbia visto il direttore di gara livornese. Non c’erano azzurri in fuorigioco e l’ultimo tocco di Maggio per il macedone è stato di petto in tuffo. Allora? E perché il guardalinee, per giunta coperto dalla mischia degli uomini in area, ha alzato la bandierina? Che cosa ha visto? Nel tuffo, Maggio subiva la spinta di un difensore. Pandev scattava in fuorigioco millimetrico? Non è sembrato, neanche a munirsi di un binocolo. Resta questo 0-0, il punticino-salvezza che cercavano i romagnoli e la maledizione del momento contrario degli azzurri. Tre pareggi e una sconfitta nelle ultime quattro partite. Persa un’altra occasione nella serata in cui, davanti, la Roma cade e l’Inter si blocca. Non è stata una gran partita. Un valzer delle candele spente nel primo tempo, poi nella ripresa l’ingresso di Hamsik (per Inler) ha sveltito la manovra del Napoli. Cavani di testa colpiva il palo (57’). Antonioli sventava la conclusione di Pandev (80’). Comotto salvava sulla linea dopo un doppio colpo di Cavani, il primo salvato dal portiere (87’). Alla fine, il Cesena si salvava dal tracollo con la svista arbitrale. Centrale l’ultima conclusione azzurra, il colpo di testa di Vargas (92’). Amen. Questo campionato deve andare così. Mazzarri abbozza un turn-over mezzo obbligato. Non c’è Lavezzi, squalificato. Manca Cannavaro, infortunato. Difesa inedita con Aronica centrale e conferma di Britos alla seconda partita (stavolta bene) dopo il “ballo” di Genova. Hamsik trattenuto in panchina per un tempo con Dzemaili mezz’ala sinistra in tandem con Pandev alle spalle di Cavani (che però per un tempo gira troppo al largo). Rientra Inler, e qui casca l’asino (il ciuccio è l’emblema del Napoli, no?). Non che la vittoria mancata sia colpa dello svizzero. Banti lo supera abbondantemente. Però Inler ha avuto tanta libertà nei primi 45 minuti ed è andato sempre al passo. Non velocizzava mai l’attacco, i tocchi di appoggio e i lanci verso Dossena erano sempre prevedibili. Da un giocatore come l’ex udinese ci si sarebbe aspettata una grande direzione d’orchestra visto che era il Napoli a fare la partita e il Cesena era tutto dietro. Avevano grinta Dzemaili e Pandev, l’unico, il macedone, in assenza del Pocho, a cercare l’uno contro uno per conquistare la superiorità numerica. La difesa azzurra era tranquilla perché il Cesena non attaccava mai (qualche bel “numero” di Rennella) ed era ben sistemato nella sua metà campo a difendere il pareggio. Aveva persino lasciato Mutu a casa per disporsi a catenaccio (5-3-2). Per la verità il Napoli non era molto ficcante sugli esterni con Maggio e Dossena. I cross, poi, in mancanza di veri saltatori, erano continui regali alla difesa romagnola. Cavani rientrava troppo e così il Napoli mancava di una vera punta. Intanto Banti entrava subito in scena fischiando un fuorigioco inesistente a Cavani che, sul lancio di Gargano, se ne stava andando tutto solo nell’area romagnola (2’). Con pazienza il Napoli si apprestava al suo ricamo continuo contro un Cesena chiusissimo che, nel secondo tempo, ha giocato col 9-1 come nelle antichissime partite del football degli albori. Ma ha avuto ragione il Cesena. De Sanctis ha dovuto intervenire una sola volta, col piedino, contro Rennella pericolosamente vicino al palo sinistro (82’). Poi una coraggiosa uscita in tuffi a pugni su Rodriguez che entrava a gamba tesa (89’). Il Cesena ha abbozzato qualche tiro dalla distanza le poche volte che è entrato nella metà campo napoletana, ma sempre fuori bersaglio. C’era un salvataggio di Zuniga (86’), nell’area azzurra sguarnita (tutti avanti), sul cross di Rennella sfuggito a Campagnaro e diretto pericolosamente a Martinez. Ma, insomma, il Cesena non ha mai tirato in porta. Il Napoli, almeno, ci ha provato. Erano ripetuti i salvataggi dei difensori romagnoli sull’ultimo tocco degli azzurri. Antonioli (un vecchio fusto di 43 anni) si presentava con una gran parata a pugni tesi sulla “botta” di Pandev (27’). Certo, la difesa serrata del Cesena rallentava la manovra del Napoli alla ricerca, gira che ti gira, di un varco, di un corridoio, del minimo spazio per arrivare ad Antonioli. Gli azzurri portavano palla, non erano solleciti. Sulle corsie, il Cesena aveva come esterni di centrocampo due terzini a difendere (Comotto e l’esordiente ceco Pudil). I difensori centrali erano attentissimi e imbattibili nel gioco alto. I tre centrocampisti tutti a difendere. Nell’intervallo c’era la rinuncia a Inler per la cresta di Marekiaro. Hamsik si piazzava a fare l’ala sinistra per aprire la difesa avversaria. Un suo tiro (55’) veniva murato con le mani da Von Borgen al limite (da portiere aggiunto!). La punizione di Cavani a fil di palo trovava pronto Antonioli (56’). Rimaneva nell’aria freddissima il sospiro del gol. L’urlo del gol era poi ricacciato in gola ai ventimila della serata glaciale del San Paolo quando sul cross di Dossena, Cavani andava in cielo, come un cavallo alato, e di testa colpiva sicuro, ma il palo deviava la conclusione (57’). Il Napoli cresceva a vista d’occhio, ma il Cesena non si spaventava. Mazzarri toglieva un difensore (61’ Britos) per Zuniga sulla sinistra. Poi anche Vargas per Dossena (71’). E via a danzare davanti ai sedici metri del Cesena. Il salvataggio di Antonioli su Pandev (80’ cross di Hamsik) metteva nuovamente il sigillo alla serata. Poi il finale giallo. Prima, Vargas ne aveva evitavi due e toccava per Pandev. Assist del macedone per Cavani: sul primo tiro salvava Antonioli e sul secondo Comotto respingeva sulla linea. A questo punto erano almeno tre le palle-gol del Napoli andate in fumo. In chiusura la svista arbitrale.

Mimmo Carratelli

Statistiche

Pagelle

Data la direzione di gara metto un 6 a tutti, in modo da alzare la media pure a chi, suo malgrado, non sta brillando ultimamente.

Sintesi

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