Se ce ne stavamo a casa era meglio….

Pubblicato: 31/01/2012 in calcio napoli

Confermo il titolo. Partita di merda, tutti con la testa altrove, il mafioso sculli che la faceva da padrone sulla fascia e nel finale quel ladro dei giochi preziosi a gioire e a prenderci per il culo. Peggio di così non poteva andare… E pensare che si poteva vincere facile contro questa squadra di mezze cartucce. Però quando la concetrazione non c’è, l’avversario ingarra il tiro della domenica, l’arbitro lasciava che ci riempissero di calcioni e sbagliamo gol davanti la porta mi pare normale che si perda contro chiunque. Se avessimo non perso solo la metà dei punti lasciati per strada fino ad ora saremmo in lotta scudetto, quanto mi fa incazzare questa cosa! Manco più nei titoli di prima pagina del CdS esce il Napoli, che tristezza!

Cronaca

Che botta a Marassi!Triturato nel primo tempo da un Genoa furioso con due gol in cinque minuti, steso nella ripresa con la terza segnatura dei rossoblu, nel finale il Napoli si avventa col cuore per l’impresa disperata, ma riduceva solo le distanze (2-3). Sono cinque le sconfitte azzurre, tre fuori casa. Nelle ultime dodici gare il Napoli ha vinto solo tre volte. I traguardi europei restano lontani. La giornata era propizia. Perde l’Udinese, perde l’Inter, la Roma in casa non va oltre il pari, fugge solo la Lazio. Ma anche il Napoli si ferma, sei punti sotto il quinto posto (Inter), ancora nove dal terzo. Il turn-over va bene (sette partite a febbraio), ma è discutibile la rinuncia in partenza a Cavani (sette gol nelle ultime sei partite, dodicesimo gol a Genova) in campo nell’ultima mezz’ora. Fallisce l’avvicendamento di Aronica con Britos. Giusto far riposare Inler (Dzemaili molto più vivo) e Maggio. I turn-over non portano fortuna a Mazzarri. Ma stavolta è stato un avversario strepitoso a strapazzare gli azzurri per un’ora sigillando la partita favorevole. Marino ha presentato una squadra camaleontica e tarantolata (bruciavano i sei gol presi a Napoli). Un 4-3-3 cangiante che in fase di non possesso diventava 5-3-2 e poi un 4-4-2 di controllo. Ma per un’ora, al di là del modulo, i giocatori genoani sono stati superiori. Grintosi, veloci, precisi. Marino indicava ai suoi la strada buona, il versante sinistro del Napoli dove Britos, attaccato da Jankovic e Palacio, che si spostava su quel lato, ma anche da Kucka che veniva avanti, andava subito in crisi, e Dossena e Hamsik non erano di grande aiuto al compagno. Palacio era devastante dappertutto, Gilardino faceva un gran lavoro per dare profondità al Genoa, i centrocampisti rossoblu conquistavano palla ripartendo velocemente. Sculli, sul lato destro della difesa del Napoli, era sempre pericolosissimo. Il Napoli era disorientato, non trovando mai le contromisure per entrare in partita. Gara persa a centrocampo dove Moretti, Kucka, Biondini e Jankovic stracciavano letteralmente gli azzurri condannando Gargano e Dzemaili a una partita disperata. Rientrava poco Pandev, vagava Lavezzi, Hamsik si prodigava senza successo. Quando il Genoa, stremato, si è ritirato in difesa e il Napoli ha preso ad attaccare, nel secondo tempo, gli azzurri non hanno avuto la lucidità necessaria per sfondare, troppo frenetici e ansiosi, chiusi irrimediabilmente da una difesa a sette. Negli ultimi dieci minuti, Cavani e Lavezzi riaprivano la gara e, nei minuti di recupero, Frey negava a Dzemaili il gol del pareggio. Il Genoa non ha dato tempo al Napoli azzannandolo al fischio d’avvio. Ritmo altissimo, agonismo puro (alla fine sette ammoniti, anche Lavezzi che era diffidato e salterà la partita di mercoledì sera col Cesena). La squadra ligure, in avanti, non dava punti di riferimento accentuando le difficoltà della difesa napoletana. Gilardino era un osso duro per Cannavaro. A destra in difficoltà Campagnaro su Sculli nonostante il soccorso di Zuniga che arretrava. Il Genoa attaccava a tutto spiano. Aveva più gamba e più determinazione. Fuori le conclusioni di Sculli (9’) e Palacio (13’). Poi De Sanctis chiudeva bene lo specchio della porta a Gilardino solo soletto nei sedici metri: il centravanti “incantato” dal portiere calciava fuori (14’). E ancora il portiere azzurro doveva esibirsi con una prodigiosa respinta a pugni sul tiro improvviso di Jankovic (16’). Insomma, il Napoli era in balia del Genoa, replicando timidamente. Pandev veniva stoppato al tiro (17’), Hamsik concludeva malamente fuori (19’). Pandev non riusciva a sfuggire alla morsa dei difensori genoani e Lavezzi era piuttosto impalpabile. Hamsik arretrava sotto la bufera ligure. Era un prodigio di Palacio ad avviare la vittoria genoana. Sulla “sponda” di Gilardino, sganciava una micidiale “palombella” da fuori area. L’arco della traiettoria superava De Sanctis. Un tiro con un magico effetto (31’). Il Napoli non aveva neanche il tempo di riprendersi che andava di nuovo sotto. Stavolta la difesa era da disperazione. Sul cross di Sculli, Gilardino sfuggiva a Cannavaro e insaccava con un colpo di testa basso (36’). Il Napoli non riusciva a tenere palla, perdendola in continuazione e rimanendo sotto la pressione del Genoa che era sempre furente. Lavezzi sfoderava solo due spunti (24’ e 44’) senza risultato. Doveva uscire Cannavaro, colpito duro, ed entrava Maggio (45’). Ripresa. Difesa azzurra a quattro, Maggio e Dossena ai lati Campagnaro e Britos centrali. Zuniga andava a giocare a sinistra. Con l’ingresso di Cavani (56’ per Zuniga), Mazzarri schierava il Napoli con un 4-3-3. In avanti Pandev, Cavani e Lavezzi. Il Napoli andava vicinissimo al gol: assist di Dzemali per Hamsik in posizione da centravanti a tu per tu con Frey, ma il tiro di Marekiaro si spegneva sul portiere. Dal possibile 1-2 allo 0-3 messo a segno da un super Palacio (69’). Moretti avviava l’azione sfuggendo a Maggio, al centro dell’area azzurra Britos e Dossena erano disorientati lasciando a Gilardino il tocco vincente per Palacio completamente libero. Il disastro azzurro veniva addolcito dai gol di Cavani (80’ su cross di Maggio) e Lavezzi (82’) che andava in gol su un lancio lungo delle retrovie. Ma la rimonta rimaneva incompiuta quando nei cinque minuti di recupero Frey parava il gran tiro di Dzemaili (92’).

Mimmo Carratelli

Statistiche

Pagelle

De Sanctis 5 – Media tra 3 per i gol subiti e 7 per l’uscita su gilardino lanciato a rete. Morgan gli ha fatto credere di buttarsi in scivolata e quell’ex attaccante genoano non aspettava altra che buttarsi a terra per prendersi il rigore ma è rimasta fregato con la palla che si è persa a fondo campo.

Campagnaro 3 – Non ne acchiappa una e il gol del raddoppio viene da un suo passaggio sbagliato.

Cannavaro 3 – Meno male che si è infortunato perchè stava facendo più danni che altro.

Britos 3 – brrrrrrrrrrrrrrr… britos non si può vedere. Spero sia solo perchè è ancora fuori forma.

Zuniga 4 – Si lancia in avanti una solo volta, ma buona, e soffre l’avversario di reparto in modo terribile.

Dzemaili 5 – Ha sbagliato il gol del possibile pareggio e ha perso una palla su palacio che poteva costarci il quarto gol ma si è impegnato e un po’ i mezzi ce li ha.

Gargano 6+ – Migliore in campo. Corre per tutti e cerca di mettere una pezza un po’ ovunque. Indovina pure il lancio per il gol del pocho.

Dossena 4,5 – Anche lui si fa sopraffare dagli avversari. Non mette un cross decente in mezzo e deve cercare di coprire pure l’immobilismo di Britos.

Hamsik 5 – Gioca da trequartista classico a tutto campo e questo lo rende poco lucido sottoporta come sta avvenendo ultimamente. Marek che ti stai mangiando…

Lavezzi 5 – Segna un bel gol ma nel complesso corre a vuoto senza seguire un filo la tattica della squadra mettendo in difficoltà i compagni. Un giocatore che cerca di dribblare tutti gli avversari al secondo tentativo lo avrei sostituito all’istante.

Pandev 5 – La prima punta non è il suo ruolo e si vede. Sbaglia un colpo di testa facile e poi si eclissa.

Maggio 5,5 – Fa quello che può partendo da terzino puro a destra. Buono l’assist per il gol di Cavani.

Cavani 6 – Entra e segna. Si impegna ma vaga nel nulla.

Vargas sv – Gioca poco tempo e non gli passano mai la palla.

Prima del CdS

Sintesi

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commenti
  1. chiara ha detto:

    infatti io me ne sono stata a casa…

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