Never say cat if you don’t have it in the sac!

Pubblicato: 30/11/2011 in calcio napoli

Che serataccia, è stato incredibile, la rube che agguanta il pareggio alla maniera del Napoli. Ci hanno messi sotto con le nostre stesse armi. Anche col modulo! Ieri i ladri erano in campo con un 3-5-2 (alla faccia dello sbandierato 4-2-4 di cui si riempiono la bocca, ma che ci vogliamo fare, sono la rubentus e quindi abituati a dire cazzate) per cercare di contrastare al meglio il nostro gioco (tipo come fa il chievo). Di solito mi verrebbe da scrivere “onore agli avversari” per quanto ha decretato il campo e invece non ci riesco. E’ incredibile ma la sfortuna ci perseguita, sono mesi che non abbiamo un rimpallo favorevole, mente i nostri avversari ne vincono a iosa ogni partita. La rube ha avuto culo e arbitro favorevole (ma sai che novità). Oltre al rigore ripetuto, c’erano 2 doppie ammonizioni per falli non sanzionati non date: la prima su quel campione di bonucci poco precendete al gol del 2 a 1 e la seconda su leichsteiner; inoltre non è stato dato il fallo su maggio da cui è nata l’azione del gol del 3 a 2. Ti piace segnare facile? Poi ci si mette pure la sfortuna con pepe che vince mille rimpalli e segna. Infine la nostra condizione fisica precaria (le riserve al momento, tranne il rivalutato pandev, non servono…). Magra consolazione: almeno anche stavolta le 3 pappine gliele abbiamo date. Ultima considerazione: notevoli gli striscioni e le bandiere di stampo borbonico visti ieri allo stadio (la partita richiama queste giustissime rivendicazioni storiche), oltre i soliti geniali sfottò dei tifosi di cui in seguito metto le immagini.

Cronaca

A venti minuti dalla fine c’era il botto sognato. Il Napoli avanti di due gol sulla Juve (3-1). Il secondo gol di Pandev spezzava il dominio dei bianconeri in grande ripresa nel secondo tempo per il partitone di Vucinic e il gran movimento di Pepe tra le linee. Una vittoria, guadagnata meravigliosamente nel primo tempo, sofferta nel finale di partita. Ma la Juve aveva preso il sopravvento dopo l’intervallo e il Napoli, stanco, soffriva terribilmente. La rimonta della Juve arrivava inesorabile (3-3). Sfumava il sogno di una notte magica. Colpo basso. Non c’è Cavani. Sabato, a Bergamo, Cigarini ha lasciato un taglio profondo sulla tibia destra del Matador. Lavezzi prima punta. Torna Inler e c’è Zuniga a sinistra, vivacissimo e generoso. Alla Juve manca Marchisio, squalificato. Conte schiera una squadra assolutamente originale. Difesa a tre portando Lichtsteiner all’attacco che spinge sulla fascia destra: Zuniga difende e attacca. Pirlo arretrato, Vidal più avanti. A sinistra insistono Pepe ed Estigarribia che impongono un gran lavoro di contenimento a Maggio e Campagnaro. Vucinic sulla destra, Matri centrale. E’ un 3-5-2. Ma la Juve esiste per dieci minuti con le conclusioni fuori di Pepe ( 3’) e Vucinic (6’). Poi esplode il Napoli dopo un episodio sfortunato: il doppio rigore di Hamsik (Lavezzi atterrato in area da Pirlo). Dentro il primo penalty, ma ci sono tre azzurri in area e l’arbitro fa ripetere. Hamsik batte alto il secondo rigore (14’). Potrebbe essere la “mazzata” che confonde il Napoli. E, invece, dall’occasionissima sprecata vengono fuori gli azzurri. La Juve contrasta, ma sparisce dal campo. E’ imprecisa e nervosa. Il Napoli diventa aggressivo e coraggioso. Arriva prima sulla palla, corre, apre sulle fasce. Pirlo troppo arretrato (Hamsik in prima battuta, poi il pressing di Gargano) è un giocatore anonimo. Vidal è fuori posizione. La Juve perde la superiorità a centrocampo dove aveva cominciato con una linea a cinque, da destra Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pepe, Estigarribia. Il Napoli ha animo. Lavezzi è scatenato. La sorpresa è Pandev, bene in partita e autore di una memorabile doppietta. Il Napoli mette soggezione alla Juve. Pandev a destra, Hamsik quasi centravanti, Lavezzi a sinistra. Da una punizione di Lavezzi nasce il vantaggio. Nel mucchio, Bonucci pressato da Maggio serve Hamsik che si china appena per colpire di testa davanti a Buffon fermo sulla linea di porta (22’). Il Napoli vola, la Juve sembra smarrita. Falli e proteste in continuazione. Sembra sotto scacco. Pandev batte fuori un buon pallone servitogli da Lavezzi (27’), poi scivola in area sull’assist di Hamsik (35’). Il raddoppio arriva inevitabile a suggellare la superiorità del Napoli. La difesa juventina perde la palla che rimbalza su Maggio e arriva a Pandev. Da sinistra, il macedone infila Buffon con un perfetto diagonale (40’). Si annuncia una serata fantastica con lo stadio da tutto esaurito. Ma è un’altra Juve quella che scende in campo nella ripresa. Ora prende l’iniziativa, è aggressiva, si porta avanti. Vucinic è il protagonista assoluto. Aronica fa fatica a tenerlo. Vidal manda in gol Matri (48’). Il Napoli non è più aggressivo, arretra, subisce. Vucinic è il perno del gioco juventino e Pepe fa un gran lavoro dietro Matri. Vucinic impegna De Sanctis (54’), porta la Juve all’attacco. Il Napoli non ha più corsa. Sta per morire quand’ecco la doppietta di Pandev sul cross di Maggio (68’). Giocata sublime dell’ex interista: controllo di palla col piede sinistro, col ginocchio sinistro e battuta a rete di sinistro aggirando Bonucci. E’ il 3-1 che fa sognare, che spezza il dominio bianconero. Incredibile: prima del gol, Pandev aveva chiesto il cambio che avviene dopo il gol (71’ Santana). Ma la Juve non si arrende. Vucinic è imprendibile. Sale anche il rendimento di Pirlo. Lichtsteiner a destra e Estigarribia a sinistra lavorano ai fianchi la difesa azzurra. Pepe è dappertutto. Sono flebili i contrastati di Hamsik, che arretra, e Inler. Gargano si danna come al solito sui portatori di palla bianconeri. Viene avanti Chiellini. La Juve ha più energie. Il Napoli arriva in ritardo su ogni pallone. Commette errori. Vucinic pianta Aronica e lancia Estigarribia che batte De Sanctis in uscita (72’). Ora la Juve dà proprio di più con le distanze accorciatissime. Inevitabile la sostituzione di Aronica con Fernandez (75’). E c’è sempre Vucinic al proscenio. Impegna due volte De Sanctis (54’ e 73’). Serve una palla-gol che Chiellini si fa parare da De Sanctis (78’). Resistere, resistere. Ma, nonostante i guizzi di Lavezzi, il Napoli non riesce più a ripartire pericolosamente. Ed ecco Pepe che va via sulla sinistra su una palla persa da Gargano. Corre per quaranta metri, sbilancia due difensori azzurri che tentano di chiuderlo, ha un rimbalzo favorevole al limite dell’area (Fernandez) e coglie il pareggio (79’). Il Napoli non ha più la forza per un miracolo. Pepe stremato lascia il posto a Pazienza (85’), Dossena sostituisce Zuniga (86’). C’è Quagliarella per Matri (89’) e Del Piero per Vucinic (91’). Quattro minuti di recupero lasciano inalterato il 3-3.

MIMMO CARRATELLI

Tabellino

Pagelle

Difesa 3 – Ripeto il mio credo: i membri di una difesa che subisce 3 o più gol non possono avere una valutazione superiore al 3. De Sanctis quasi incolpevole avrebbe potuto secondo me qualcosa in più sul gol di pepe ma ha dovuto capitolare 3 volte. Campagnaro, Cannavaro, Aronica e poi Fernandez si sono fatti trovare spessissimo fuori posizione lasciando prima solissimi matri e estigarribia (che un fenomeno non è) e poi non riuscendo, a difesa schierata, a contrastare pepe lo scarso da solo contro tutti. Male tutti, anzi, malissimo!

Maggio 7 – Non ha chiuso quando doveva in difesa (anche se ha subito fallo) nel compenso è entrato nel vivo di tutte e 3 le reti azzurre. Nella prima fa carambolare la palla sul difensore rubentino mantenendo in gioco Marek, nel secondo dal suo pressing la palla finisce tra i piedi di Gorane e da un suo cross dopo la sua solita cavalcata colossale sulla destra è nato il terzo gol.

Inler 5 – media tra il 7 del primo tempo e il 3 del secondo.

Gargano 5,5 – Ci mette il cuore come al solito e tanta tanta corsa solo che anche stavolta non può avvalersi dell’aiuto del compagno di reparto.

Zuniga 6 – Molto attento alla fase difensiva svolge il suo compito senza brillare ma in modo tutto sommato sufficiente.

Hamsik 6 – Anche stavolta, come la partita di bergamo, parte forte fino a che le gambe reggono. Segna (2 gol), sbaglia un rigore (ma sfido chiunque dopo aver esultato in quel modo a recuperare in un secondo la concentrazione per tirarne un altro) ma soprattutto si toglie di dosso la maledizione dei 50 gol arrivando a quota 51! Sul finire con la mente annebbiata dalla stanchezza si smarrisce come tutta la squadra.

Lavezzi 7 – L’unico sempre attivo dall’inizio fino alla fine. Ci mette lo zampino sia sul rigore che sul primo gol. Peccato che per solita sfortuna che ci perseguita perchè contro una difesa di belle statuine come quella della rube poteva fare sfaceli.

Pandev 8 – Man of the match! Lo odio perchè mi ha fatto godere 2 volte di gioia poi rivelatasi effimera ma lui non c’entra nulla. Primo gol da opportunista e secondo in acrobazia da manuale del calcio. Stremato esce tra gli applausi prima della “fine”.

Dossena sv – Troppo poco tempo per essere giudicato.

Santana sv – Oramai la frittata era fatta e nulla ha potuto.

Prima del CdS

Immagini dagli spalti

Sintesi

Cliccare qui.

Annunci
commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...