I “terroni” non muoiono mai!

Pubblicato: 27/11/2011 in calcio napoli

Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh che urlo che ho dato al gol del matador! Tutto sembrava perso… gli avversari perdevano tempo buttandosi a terra e ritardando ogni rimessa in gioco.. per fortuna il loro allenatore con una sostituzione nel recupero ha allungato il tempo di altri 30 secondi, precisi precisi per segnare il golletto del pareggio! Non meritavamo di perdere, quell’arbitro di merda ci ha ammonito mezza squadra già nel primo tempo (schio, città di provenienza del giudice di gara, è a scarso 200km da bergamo…), mentre i civilissimi tifosi atalantini non hanno fatto altro che lanciare di tutto (acqua, sputi, oggetti vari) verso Mazzarri. Non si sa se è vero, ma se al gol di Cavani il mister si sia rivolto ai tifosi dietro di lui facendo il gesto dell’ombrello ha tutta la mia approvazione! Altro particolare notevole della serata è stato il geniale striscione umano creato dai supporters napoletani: quel “DONI DACCI LE QUOTE!” entrerà di diritto nella top ten dei più belli di tutti i tempi! C’è stato chi si è lamentato di non aver vinto, ma imho in questo caso, per come si erano messe le cose, credo si tratti più di un punto guadagnato che di due punti persi. E poi… fregarli nel finale… con Cavani mantenuto in gioco da uno che si chiama “bonaventura” tra l’altro… non ha prezzo!

Cronaca

Nel selvaggio attacco finale, per recuperare il gol di Denis, col Napoli tutto avanti e l’Atalanta tutta nell’area, una palla scagliata nel mucchio da Santana viene deviata da Cavani in gol ed è il sudatissimo pareggio degli azzurri a Bergamo (1-1) alla fine dei quattro minuti di recupero. E’ tornata la zona-Mazzarri? Il Napoli si salva in extremis dopo avere dominato nel primo tempo senza concludere nulla e subito l’Atalanta nella ripresa, più volta pericolosa, una traversa di Denis, per cominciare, e poi il gol del Tanque a rendere drammatica la gara degli azzurri in maglia gialla da Tour de force. In vista del recupero con la Juve di martedì sera al San Paolo e dopo la gran fatica contro il Manchester City, Mazzarri è costretto a fare un po’ di turn-over. Fuori Lavezzi e dentro Pandev, Dzemaili per Inler acciaccato, Zuniga per Maggio e Fernandez per far riposare Aronica. Ma il Napoli entra in campo con grande determinazione. L’Atalanta subisce e ha tutta l’aria di risparmiarsi per il secondo tempo quando le energie degli azzurri caleranno. La vivacità di Cavani e Hamsik fa volare il Napoli, ma non ci sono tiri in porta se si esclude un cross insidioso di Zuniga sul quale non si fa sorprendere Consigli sotto la traversa (19’). Proprio Zuniga, sulla fascia destra, è l’azzurro più scatenato. L’Atalanta chiude molto bene su Cavani (mobilissimo) e Hamsik così che, a sorpresa, è Dzemaili ad essere l’attaccante di punta! Si fa parare un tiro debole (12’), poi conclude alta una punizione (43’) e alla fine del primo tempo batte fuori una buona palla dopo l’errore di Manfredini (secondo minuto di recupero della prima frazione). Il Napoli tiene in pugno il match con Denis nella morsa di Cannavaro, il piccolo Moralez pressato in ogni zona del campo, Gargano ardimentoso su ogni avversario, Zuniga che prende subito il sopravvento su Padoin e Peluso sulla fascia destra, le discese di Dossena a sinistra dove Schelotto delude e Masiello è in difficoltà. Pandev accenna ad entrare in partita con qualche giocata ma è evidente che non gioca da tempo. Dzemaili sembra molto attivo, ma mai decisivo spingendosi verso l’area atalantina. I bergamaschi badano a non subire danni. Denis è troppo solo avanti. Sulle fasce l’Atalanta subisce. Reggono la baracca Cigarini (gran partita) e Carmona davanti alla difesa. Il Napoli non impegna mai Consigli, ma sembra avere la partita sotto controllo. L’Atalanta ha una debole reazione alla fine del primo tempo, mentre calano Cavani e Hamsik che hanno corso molto. La sorpresa viene dal secondo tempo. L’Atalanta non resta più a guardare e parte di gran carriera. Già un tiro di Carmona di poco fuori (46’) mette in allarme De Sanctis. Poi una conclusione alta di Padoin (51’). E la prodezza di Denis che coglie la traversa in rovesciata (59’). Ma era un errore di Campagnaro a dare via libera a Moralez. Con Cannavaro fuori tempo, Denis filava in gol (64’) sull’assist del piccolo argentino. Frittata. Il Napoli avrebbe avuta la forza di recuperare? Man mano, Mazzarri chiamava in campo i titolarissimi dalla panchina. Lavezzi per Pandev (62’), Maggio per Fernandez (68’), Santana per Dzemaili (74’). L’Atalanta si chiudeva a doppia mandata. Il rischio del Napoli che andava all’attacco era di scoprirsi alle spalle (73’ De Sanctis doveva uscire precipitosamente fuori area a respingere di piedi contro Schelotto e altri due nerazzurri pronti a colpire in contropiede). L’assalto all’arma bianca del Napoli, senza più schemi, favoriva l’arretramento dell’Atalanta, tutti dietro la linea della palla, in nove in area di rigore. Non c’era mai un varco per inserirsi nell’area bergamasca. Era ormai una partita alla va o la spacca. Con Maggio e Zuniga a spingere a destra, con Santana a Dossena sulla sinistra, Lavezzi folletto centrale, un Hamsik più vivo, Cavani ovunque sul fronte offensivo e Campagnaro, dalle retrovie, a infoltire l’assalto contro il muro orobico. Solo una prodezza degli azzurri o una svirgolata dei bergamaschi poteva fruttare un gol miracoloso. Sui cross alti e bassi, la difesa dell’Atalanta aveva sempre la meglio. Colantuono immetteva forze fresche per resistere: Marilungo per Moralez (81’), Bonaventura per Cigarini (84’), Gabbiadini per un osannato Denis (91’). Il finale era da assedio a Fort Apache. Con furia e mai con lucidità il Napoli si avventava ad abbattere il muro bergamasco. I guizzi di Lavezzi, una partecipazione più attiva di Hamsik, i movimenti di Cavani, la pressione continua degli azzurri sembravano non avere successo. Santana attaccava alla cieca, Zuniga e Maggio non riuscivano ad andare mai al cross radente. Tre minuti di recupero che poi diventavano quattro (ammonito il portiere Consigli per perdita di tempo). E proprio al 94’ il miracolo autentico del pareggio, l’abile tocco di Cavani sotto rete ed era 1-1. Così si salvava il Napoli che ha vinto una sola partita di campionato negli ultimi sei turni. Ma a Bergamo nessuno può scialare: campo imbattuto, appena tre i gol al passivo e Denis micidiale, sempre in gol da cinque gare e sempre capocannoniere (10 reti). La classifica azzurra piange (-9 dalla Juve capolista, -6 dal terzo posto della Lazio). E non c’è tempo per respirare. Martedì al San Paolo arriva la Juve che ha appena vinto sul campo della Lazio (1-0), unica squadra imbattuta del campionato, con la carica di quattro vittorie consecutive e un’aggressività da formazione affamata e dilagante. Sarà una notte memorabile. Il Napoli, bloccato al sesto posto, promette di non cedere. A Bergamo ha dato tutto. Il pareggio è stato uno scippo prodigioso, ma anche il premio alla disperata rincorsa negli ultimi dieci minuti. Il carattere non manca, la generosità non manca. Mancano le vittorie.

MIMMO CARRATELLI

Tabellino

Pagelle

De Sanctis 7 – Nel complesso inoperoso. Incolpevole sul gol di denis. Si merita il voto alto per quel rinvio in corsa fuori area su schelotto lanciato a rete che vale come un gol.

Fernandez 5 – Riesce poco a contrastare gli avanti avversari che gli lasciano pochissimi punti di riferimento. Spaesato viene sostituito quando occorre la rimonta.

Cannavaro 6 – Soffre non poco denis. Raggiunge la sufficienza per come si butta in avanti nei minuti finali alla ricerca del pareggio.

Campagnaro 4 – Risente all’inverosimile le fatiche di coppa. Denis, schelotto (che gli provoca un taglio allo zigomo) e moralez lo saltano con una facilità disarmante. Colpevole sul gol avversario.

Zuniga 5,5 – Cerca di spingere ma gli riesce poco. Poi quando ci riesce calibra male i cross. Nel secondo tempo si ostina a fare l’ala costringendo il neo entrato Maggio a restare dietro senza cercare qualche utile sovrapposizione.

Dzemaili 4,5 – Spesso fuori posizione, molti passaggi sbagliati, incompresioni sui calci piazzati e un gol mangiato. Male assai.

Gargano 5,5 – Ci mette corsa e grinta. Se l’ex cigarini arriva poche volte al tiro è merito suo. Non riesce ad esprimersi al meglio, nonostante il buon momento di forma, a causa della pochezza della prestazione di Blerim.

Dossena 6 – Lento sugli allunghi ma si sapeva già. Compie il suo dovere abbastanza bene limitando schelotto nonostanza Campagnaro dietro lo aiuti pochissimo.

Pandev 5,5 – Nonostante la lentezza si è mosso bene. Spero prima della fine del mondo nel 2012 di vederlo tornare in forma. Esce incazzato nero ma lo vedo in ripresa.

Hamsik 5 – Nel primo tempo le gambe tengono e muovendosi spesso sembra in palla. Cala purtroppo nella ripresa senza riuscire a fare meglio che di qualche passaggio in orizzontale o indietro. Si salva mettendoci del suo nell’azione del gol del matador.

Cavani 7 – Oltre al gol (da vero rapace d’area di rigore) sbaglia pochissimo facendo ammattire i centrali avversari con finte e aperture brillanti. Peccato che fosse l’unico in forma li davanti perchè con un matador così si poteva vincere facile. MOTM!

Maggio 6 – Entra per cercare di salvare il salvabile ma è relegato a un ruolo di copertura.

Lavezzi 6,5 – Al suo ingresso le cose hanno cominciato a girare per il verso giusto.

Santana 6 – Rispetto a un Dzemaili così ha fatto la parte del leone. Da un suo tiro-cross nasce l’assist per il gol del pareggio.

Classifica

Prima del CdS

Sintesi

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