Occasione persa, non so se ricapiterà

Pubblicato: 17/11/2011 in blogging, politica

Giusto ieri il nuovo governo si è insediato e quello vecchio già mi manca (a me piace ricordarlo come nell’immagine qui su). È finita ancora una volta con le monetine, come nel 1993. Allora su Craxi, oggi sul nostro ex giovane premier: le monetine sugli sconfitti sono un genere che tira, in Italia. Ai lanciatori di oggi andrebbe ricordato che quelli del ’93 erano fascisti, fascisti del Movimento Sociale Italiano (di cui facevano parte gli ex ministri la russa, fini, alemanno, gasparri, storace… tutta feccia fascista che ha venduto il culo per una poltrona importante), e qualcosa vorrà pur dire. L’ex presidente del consiglio del porno stato si è dimesso sabato alle 21.42. Forse  si è chiusa un’era: lo si vedrà nei prossimi mesi. Forse no. L’effetto-NanoDiArcore è ancora ben visibile fra quelli che – al momento – si considerano e vengono raccontati come vincitori. Ha lasciato Palazzo Chigi perché ha fallito. Nel 1994 si presentò promettendo la rivoluzione liberale, nei successivi diciassette anni i (quattro) governi da lui guidati sono stati statalisti, anticoncorrenziali e clericali come forse nemmeno quelli della Prima Repubblica a guida democristiana. Il nano ha fallito come Presidente del Consiglio ma ha plasmato il Paese come nessun altro. A partire dai suoi stessi avversari, diventati nel tempo i migliori oppositori possibili per uno come lui. Silviucciobello lascia ma non ha ancora perso. I vincitori di oggi, invece, sono ancora una volta i veri sconfitti. Si pensi all’uomo dell’oltretomba bersani e al suo partito democratico, costretti a sostenere quello che sarà forse il governo più sinceramente di destra della storia repubblicana, forse l’unico governo che potrà definirsi non solo liberale ma decisamente liberista. Mario Monti arriverà per fare quello che avrebbe dovuto fare il suo predecessore: mettere in pratica le direttive della famosa lettera dell’Unione Europea. Ma la maggioranza del nano era ormai troppo esigua e forse troppo debole era la sua stessa volontà politica, perché con le elezioni comunque alle porte sarebbe stato un problema assumersi la responsabilità unica delle lacrime e del sangue. Ci penserà il Pd, quindi, a mettere i numeri necessari e con questo siamo proprio al paradosso. Si pensi poi a quelli che inneggiano alla caduta di Silvio e al Paese liberato e sono gli stessi che in queste settimane si accampavano con gli indignados contro la BCE e gli speculatori: da ieri il loro Presidente del Consiglio sarà proprio l’uomo venuto dall’Europa, quel Mario Monti che ebbe a dire “B. va ringraziato, perché nel ’94 ci ha salvato dalla Sinistra di Occhetto aprendo alla rivoluzione liberale”. Quel Mario Monti che solo all’inizio dell’anno accusava la sinistra italiana di portare avanti un “arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati” e che è “un grosso ostacolo alle riforme”. E che, a proposito di riforme, nello stesso intervento, lodava la enterogelmini e melchiorre/marchionne. Il nostro ex giovane premier è stato capace di svuotare di identità e contenuti politici gli avversari, occupando con la sua figura ogni spazio. E ora che ha finalmente fatto il passo indietro richiesto, in prima fila restano i suoi oppositori – quelli seduti in Parlamento e quelli che festeggiano in piazza, con spumante e monetine – che si ritrovano con in mano il cerino di un programma di governo da mandare giù in silenzio, scritto dagli odiati banchieri e che parla di riduzione del costo del pubblico impiego, liberalizzazione dei servizi pubblici locali (con tanti saluti al referendum del giugno scorso), riforma del mercato del lavoro (cioè licenziamenti più facili). In definitiva, non c’è nessuna liberazione da festeggiare, perché il nano malefico ha vinto. Sarà un altro governo e non il suo, in definitiva, a fare il lavoro sporco per evitare il deafult e succederà con l’appoggio di quelle che (almeno sulla carta) erano le sue opposizioni. Così tra qualche hanno potrà dire che le tasse, i tagli feroci e quant’altro è servito per evitare il tracollo, sono state conseguenze del governo Monti appoggiato in pieno dalla sinistra. Silviuccio ne uscirà pulito e il Partito Delle Lote rivincerà le elezioni.

Per questi motivi ero favorevole al default. Si doveva fallire con quel governo (di incompetenti, puttane e raccomandati) in modo da toglierceli dai coglioni per sempre. Invece adesso gli scenari futuri sono diventati ancora peggiori.

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