Bunga! Bunga! Bunga!

Pubblicato: 19/09/2011 in calcio napoli

Un bunga per ogni gol del matador! Tre riti della fertilità consecutivi forse riusciranno a far spuntare almeno un accenno di testicoli a pato e cassano, alimentando così la speranza che un giorno la smetteranno di buttarsi a terra frignando come femminucce ogni volta che un avversario li sfiora. Pensare che la nazionale di calcio italiana pone le sue sorti in mano al “montato” di bari mi lascia un po’ perlplesso… Grande partita comunque! Il Napoli non batteva in casa la “squadra di governo” dal maggio del 2008 dopodichè 2 pareggi e una sconfitta. Rispetto alla passata vittoria vi è come filo conduttore il coast-to-coast palla al piede effettuato dai nostri: Hamsik tre anni or sono (concluso però con gol dello slovacco) e Gargano ieri (con assist vincente per Cavani dopo aver messo a figura di merda van bommel) del quale riporto in seguito uno schema grafico. I soliti pseudo-commentatori sportivi del cazzo, dopo la partita di cesena dove Cavani non ha segnato, hanno dichiarato che per il matador quest’anno sarebbe stato difficile ripetersi… Edinson ha risposto con 4 gol in due partite segnando in tutti i modi (al secondo gol di ieri ha scagliato un tiro a quasi 100 km/h!) e, in campionato, ricominciando da 3 (vedi locandina sotto). Vittoria dedicata a tutti quei milanisti nati e vissuti a Napoli e dintorni, spero facciate un brutta fine. Ora le solite cose che metto.

Cronaca

Splendido splendente. Cavani, Cavani, Cavani. Una stella filante nel cielo notturno di Fuorigrotta. Tripletta per stendere il Milan (3-1). Tre triplette l’anno scorso. Il Matador si ripete. Il Matador è tornato. Il gol di Manchester e le tre volée contro il Milan. Sensazionale la partita di Maggio. Decisiva la parata di De Sanctis sul 2-1. Gode Mazzarri come un riccio (dice così quando vince). Aveva di fronte “Acciuga” Allegri che non aveva mai battuto in cinque confronti. Ma c’è sempre una prima volta. Il Napoli vola in testa con Juve, Udinese e Cagliari a punteggio pieno dopo due partite e col migliore attacco (sei gol). Il Matador capocannoniere come Giovinco. Il Milan dei due “scippi” dell’anno scorso, determinanti per lo scudetto, stavolta paga pegno con le assenze di Ibrahimovic, Gattuso, Robinho, Boateng, Ambrosini. Il Napoli recupera invece Lavezzi e il suo tallone di Achille (unfiltrazione prima della partita). Si vola: +5 su Milan, Roma e Inter. Squassa il San Paolo il possente coro finale dei tifosi, oj vita, oj vita mia. Vince in rimonta il Napoli apparentemente gelato dal gol di Aquilani (11’) su assist di Cassano. Il Milan gioca lento, il Napoli si abbassa e aspetta di infilare lo spadino del Matador nel cuore della difesa rossonera. Il Milan sostituisce Zambrotta con Bonera, tiene Seedorf in mediana e piazza Aquilani trequartista dietro Pato e Cassano. Ma il Milan fa inutile possesso-palla, mentre il Napoli è elettrico non appena va all’assalto. C’è Lavezzi, ma soprattutto c’è Cavani che anticipa il miracolo di San Gennaro. E’ una notte di sogno. Il Napoli vince la prima prova con una “grande” cancellando le esitazioni dell’anno scorso. E’ un Napoli che ha energie, convinzione, gioco. Maggio sulla fascia destra è inarrestabile. Corre e corre. Difende e attacca. Il Napoli esita nelle marcature di Aquilani e Van Bommel. Né Inler né Gargano prendono le misure ai due rossoneri. Aquilani (11’) segna di testa (Cannavaro non chiude) sul cross di Cassano (che ha la meglio su Dossena). Ma il Napoli acciuffa presto il pareggio. Punizione di Lavezzi, Maggio nel mucchio si alza più di tutti e appoggia a Cavani che insacca al volo di destro (13’). Il Napoli si rimette subito in gioco. Inler ha qualche difficoltà nei contrasti, Gargano tarda ad entrare in partita, Hamsik si prodiga a centrocampo ma non illumina il gioco. E però, sul pari, il Napoli viene fuori alla grande. Quando si distende in contropiede, spezzando il merletto rossonero, è irresistibile. Inler ferma Pato e Gargano se ne va in verticale al centro (come Maggio a Manchester). Semina Van Bommel e serve Cavani che insacca (36’). Sorpasso. Il Milan è sotto scacco. Sul piano fisico, gli azzurri travolgono i rossoneri. Giunge opportuno il gran salvataggio di De Sanctis su Aquilani (38’) a protezione del 2-1. Il Milan non produrrà altri pericoli. Troppo lento e con molti giocatori in ombra (Van Bommel, lo stesso Seedorf, Cassano tranne qualche cross). Abate insidia la fascia di Dossena e Aronica dove si insinuano anche Cassano e Nocerino. Ma in area azzurra non si passa. Gargano sale di giri, Inler è una sicurezza, Cavani è sempre in agguato e il Pocho accenna alle accelerazioni che fanno soffrire la difesa milanista. Il Napoli è più aggressivo nella ripresa, ormai sicuro di avere in pugno il match. E Cavani scaglia la terza saetta (51’). Sulla respinta corta della difesa rossonera (cross di Lavezzi), il Matador si avventa al volo di sinistro. Il pallone per poco non sfonda la rete. Sul 3-1 il Milan è addomesticato. Non ha energie e gioco per rimontare. Si lamenta il Milan (giustamente) per un braccio in area di Cannavaro (55’) su un cross di Nocerino. Ma poi Nesta (61’ fallo di reazione su Aronica) si risparmia il “rosso” diretto. Il possesso-palla è sempre del Milan, ma chiudono bene Cannavaro e Aronica. Campagnaro infila un’altra concrea partita. Tenta Allegri di scuotere la squadra con gli inserimenti di Antonini (65’ per Bonera) ed Emanuelson (65’ per Van Bommel). Ma lo spartito della gara non cambia. C’è anche Dzemaili per Hamsik (64’): non era in gran serata Marekiaro. Il Milan gioca da grande squadra tenendo la palla, ma è una bella addormentata nel bosco, sempre in difficoltà se il Napoli si sgancia. Entra il giovanissimo El Shaarawi per Aquilani (77’) e si fa notare per qualche bella giocata. Mazzarri ritocca il Napoli: 78’ Zuniga per Dossena, 81’ Pandev per Lavezzi. Pato manda alta una ghiotta palla-gol (71’). Mazzarri si lamenta. Non gli è piaciuta la partenza del Napoli. Troppo bassa la squadra, troppo spazio alla manovra del Milan all’origine. Ma poi la squadra si è scossa. Successo ineccepibile. Milan stracciato per velocità, intensità, convinzione. Si rigioca mercoledì, a Verona col Chievo. Vietato sognare? E perché? Il Napoli è lassù. E’ da scudetto? Vedremo.

Mimmo Carratelli

Tabellino e statistiche

Pagelle

De Sanctis 7,5 – Salva il risultato in almeno due occasioni. Ha poche colpe sul gol subito trattandosi di una traiettoria imparabile indovinata da aquilani molto ma molto a culo. Proprio per fargli capire che non è nessuno Morgan gli para un tiro assai più difficile poco dopo sul 2 a 1.

Campagnaro 6,5 – Voto condiviso da tutto il reparto, hanno annullato bene gli avanti avversari facendo fare spesso loro la figura dei fessi. Non tutto è stato perfetto, a volte degli inutili lanci lunghi ci hanno fatto perdere palla e si sono complicati la vita non poco, ma prestazione tutto sommato più che sufficiente.

Cannavaro 6,5 – vedi sopra

Aronica 6,5 – vedi sopra

Maggio 7 – Uomo ovunque, ha mantenuto il livello di manchester. Assist vincente, tanta corsa anche se è rimasto più guardingo del solito. Per cercare di fermarlo allegri gli piazza davanti nella ripresa sia antonini che emanuelson ma tutto è stato vano.

Inler 7 – Avrà sbagliato si e no un pallone durante l’intera gara, assieme a Gargano ha piegato i colleghi di reparto avversari mettendoseli nel taschino. Sul finale di match cerca pure gloria in zona gol chiedendo l’uno-due a Dzemaili ma quest’ultimo non lo caga.

Gargano 7,5 – Dopo tante voci di cessione e panchine tra il campionato scorso e questo (tra i quali ha vinto una coppa america, segnando anche un rigore decisivo) Walter Guevara si riprende il centrocampo del Napoli. Sarà la vicinanza di Inler, non lo so, ma ieri è stato dopo Cavani il migliore in campo. Nell’azione del gol del vantaggio prende palla al limite dell’area azzurra, si invola verso la porta avversaria, mette a figura di merda van bommel e serve l’assist vincente nell’area avversaria. Memorabile!

Dossena 6,5 – Si è visto poco, tranne per un cross rasoterra molto bello che non è stato sfruttato a dovere. Ha badato a contenere abate e cassano e ci è riuscito molto bene. Inoltre è stato bravo a placare gli animi tra nesta e Aronica.

Lavezzi 6,5 -Ha stretto i denti per i postumi di un infortunio accorso mercoledì sera in champions pur di esserci. Dai suoi piedi sono nate la palle del primo e del terzo gol di Cavani. Tante accelerazioni, anche se meno brillanti del solito, e il solito gol sbagliato ma si sa… lui è pocho!

Hamsik 6 – E’ stato il meno brillante dei tre attaccanti. Forse sentiva la tensione di giocare contro la squadra che lo voleva questa estate o forse ha risentito delle fatiche di coppa (Marek è quello che ogni partita macina più km di ogni suo compagno di squadra), fatto sta che alla fine non ha sfigurato.

Cavani 9 – Il matador ricomincia da tre firmando la sua quinta tripletta da quando veste l’azzurro (in ordine: juventus, utrecht, sampdoria, lazio e milan). La moglie si sarà sicuramente lamentata per questo quinto pallone portato a casa, ma Maria Soledad dai, un po’ di pazienza! Tre gol bellissimi, tirati tutti al volo, in tre modi diversi: il primo di giustezza tra le gambe del portiere, il secondo di potenza sul primo palo, il terzo di sinistro denotando grandi riflessi e opportunismo. L’ultimo che riuscì a segnare una tripletta al milan fu un certo batistuta e questo la dice lunga sulla forza del nostro numero 7!

Dzemaili 6 – di fiducia. Non mi è piaciuto, ha sciupato molte azioni, però in avanti almeno si è fatto vedere di più di Hamsik.

Zuniga 7 – Il colombiano è entrato nel finale per cercare di arginare l’assalto finale avversario e anche per mettere un po’ d’ordine li dietro. Ci riesce alla grande fermando con un’ acrobazia stupenda anche pato involato verso la porta.

Pandev 6 – anche a lui di fiducia. Ha giocato come al solito pochi minuti, non si è firato di muoversi però ha fatto vedere qualcosa di buono.

Prima pagina del CdS

Immagini

Ecco il caso sportivo della serata: Pato tocca le tette a Maggio e lui incredulo gli dice “Cazzo, almeno offrimi prima un gelato!”

Sintesi video

Video dell’inossidabile Forgione celebrativo della partita con chiaro riferimento al nostro grande sud:

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