Cave Cavanem!

Pubblicato: 04/04/2011 in calcio napoli

Ho preso spunto per il titolo da uno stupendo (e profetico) striscione di alcuni tifosi ieri allo stadio che parodiava la celebre frase pompeiana antica “cave canem”, attenti al cane. Veramente non so che scrivere… l’emozione ieri c’è stata, avevo ancora i brividi nel pomeriggio. Occorre ringraziare il caro vecchio Edi Reja con il suo solito schema “palla avanti e correre” (quando la lazietta non ha più corso il Napoli ha vinto), la scemità degli attaccanti avversari (ma esiste uno più scemo di zarate? non fosse stato per lui la lazie avrebbe dilagato) e il solito meraviglioso Matador! All’ incredibile evento del gol di Dossena si era capito che si poteva vincere perchè contro una squadra del genere, che pensava solo a fare falli e a buttare la palla avanti, perdere sarebbe stato un abominio. Ne ha guadagnato non solo il Napoli ma tutto il calcio in generale. Oggi ho messo parecchie foto, oltre alle pagelle, tabellino, cronaca e video commentato da auriemma.

Mezzogiorno di fuoco al “San Paolo”. Elementare, Watson. Nello stadio gremito per l’anticipo all’ora del ragù, un fuoco pirotecnico di emozioni. Un Napoli straordinario per impeto, determinazione, voglia disperata di farcela ribalta il match con la Lazio (4-3) con un secondo tempo ventre a terra. Lasciamo stare Italia-Germania del 1970. A Fuorigrotta, il cuore è andato a mille più che a Città del Messico.Sette gol, e tre ne segna Cavani, supercannoniere azzurro di tutti i tempi con 25 centri stagionali (polverizzato il record di Vojak, 22 gol negli anni Trenta).
Per il Napoli la partita è stata tutta una rincorsa. Sembrava superiore la Lazio per assetto tattico, calma, difesa serrata e contropiede piccante col folletto Zarate. Dopo un’ora di gioco era avanti di due gol (29’ Mauri, 57’ Dias). Dominava con il numero e l’intensità dei suoi centrocampisti. Nella zona centrale, Napoli soffriva in inferiorità numerica. Reja (fasci di fiori dei tifosi prima della gara, omaggio al Clint Eastwood della risalita azzurra in serie A) aveva affollato il cuore del match con Brocchi e Bresciano davanti alla difesa, Gonzalez, Mauri e Sculli più avanti, Zarate che rientrava a prendere palla. Il Napoli sembrava spacciato con Pazienza e Yebda nella ragnatela laziale, aiutati da Hamsik, dai rientri di Lavezzi e Maggio. Ma quelli laziali erano centrocampisti puri, abili nella zona. Il Napoli metteva “pezze” occasionali.
La differenza più evidente era che il Napoli soffriva la gara, l’importanza della posta in palio, il terzo posto da difendere e il secondo da acciuffare dopo la sconfitta dell’Inter. La Lazio spegneva l’ardore degli azzurri. Era più ordinata, manovrava con calma. La voglia matta degli azzurri veniva tradita dall’imprecisione e dall’ansia. Cavani restava lungamente in ombra. Ma Hamsik e Lavezzi pompavano in continuazione l’offensiva napoletana. Se la sbrigava bene Yebda. Ma poiché Dossena giocava sulla linea della difesa, a centrocampo il Napoli continuava ad accusare una evidente inferiorità di uomini.
La Lazio passava al primo affondo dopo che Hamsik aveva impegnato Muslera da posizione defilata (22’). Abile Zarate a giocare la palla per Mauri in posizione di centravanti. Il laziale saltava due azzurri (Cannavaro, non volendo rischiare il rigore, mancava l’intercettazione finale in area) e infilava di punta De Sanctis (29’). La partita girava tutto a favore della Lazio col Napoli in angoscia. Mauri falliva il 2-0 in una occasione più facile di quella del gol (33’). Il Napoli sembrava prigioniero dell’avversario, magistralmente predisposto in campo da Reja. E quando a inizio di ripresa Dias infilava il raddoppio (57’) è sembrata la fine. Sulla punizione lunga di Garrido da destra, il difensore laziale bruciava la difesa azzurra spingendo il pallone in rete.
Un’ora di gioco e l’incubo di una sconfitta irrimediabile. Ma a questo punto salta fuori il Napoli irriducibile, il Napoli a tutta birra, il Napoli furente dei secondi tempi. In un minuto acciuffa il pari. I gol nascono da due punizioni di Lavezzi. Sulla prima, dopo un rinvio all’indietro di Sculli, Dossena insaccava di testa (60’). Altra punizione del Pocho: sul palo più lontano Maggio di testa serviva a centro-area Cavani che di testa infilava il pareggio (61’). Incredibile ed eccitante.
La partita si accendeva di mille episodi vibranti. Intanto, Muslera negava a Mascara (dal 58’ al posto di Pazienza) il gol del sorpasso (66’). Subito dopo una gran “botta” di Brocchi picchiava sotto la traversa e la palla rimbalzava dentro la porta (67’): liberava affannosamente la difesa azzurra. Né l’arbitro, né il guardalinee si accorgevano che la palla era entrata. Il soffio della fortuna scatenava il Napoli, mentre la Lazio calava visibilmente (calava soprattutto Mauri). Ma, sorpresa di nuovo amara, la Lazio si riportava avanti. Incursione di Zarate a sinistra, tiro, respinta corta di De Sanctis che Aronica ribatteva in rete (68’). Autogol ed era il 3-2 per la Lazio.
Però il Napoli era vivo e si rovesciava in avanti. La Lazio in difficoltà non era più ordinata. Ed era stanca. Sembrava stordita sotto gli assalti degli azzurri. Il sorpasso finale del Napoli era fantastico (mentre Gargano avvicendava Dossena, 76’). Hamsik, che era arretrato dopo l’uscita di Pazienza, si riaffacciava alla ribalta. Lavezzi seminava il panico nella difesa laziale. Cavani era in attesa. Sul cross di Aronica, assist di petto di Cannavaro (!) nell’area laziale per il Matador che Biava atterrava: rigore e “rosso” diretto per il difensore. Dal dischetto, il bis dell’uruguayano (81’) per l’inimmaginabile 3-3.
Ma il Napoli voleva di più. La rimonta confondeva la Lazio che giocava in dieci gli ultimi dieci minuti. Aveva avuto in pugno la partita, rischiava di perderla. Reja avvicendava Bresciano con Stendardo (82’) e Zarate con Floccari (83’). Mazzarri giocava con quattro punte (86’ Lucarelli per Yebda). Assalto all’arma bianca. Lazio confusa. Napoli da applausi. Il pareggio non gli bastava e arrivava il 4-3. Una gran torsione con colpo di testa di Mascara consegna a Cavani il terzo proiettile della partita del Matador: l’uruguayano con un pallonetto beffava Muslera (88’). E, finalmente, l’ansia, la furia, le emozioni di una partita pazza si placavano.

Il Napoli è secondo (a tre punti dal Milan) con una partita indimenticabile che ha infranto un altro tabù: non batteva la Lazio in casa da quindici anni. E’ l’anno dei miracoli. A Bologna non giocherà Cavani: era diffidato, è stato ammonito.
Mimmo Carratelli

La pagelle di Gozer
De Sanctis 3 – i componenti di una difesa che subisce 3 gol non possono avere di più pagella

Campagnaro 3 – vedi sopra

Cannavaro 3 – vedi sopra

Aronica 3 – vedi sopra nonostante l’autorete

Maggio 7,5 – su quella fascia è un treno, inizia la partita da ala e la finisce da terzino. Aiuta addirittura Dossena in diagonale sull’altra fascia! Ci crede più di tutti sulla palla del 2 a 2.

Pazienza 5 – non copre sui gol subiti e non azzecca una verticalizzazione.

Yebda 5 – idem

Dossena 6,5 – spinge poco e sbaglia tanti appoggi e chiusure ma ha il merito di segnare il primo gol della rimonta e il primo da quando indossa la maglia del napoli.

Hamsik 6 – dei tre davanti è quello meno brillante e più imbrigliato, ma alla fine dei conti ha fatto il suo.

Lavezzi 6,5 – reja conosce bene sia lui che Hamsik e li ha annullati alla grande. Mezzo voto in più rispetto a Marek per le due punizioni che hanno portato al pareggio sul 2 a 2.

Cavani 9,5 – ha vinto la partita praticamente da solo sfiorando la perfezione. Dicono bene i tifosi: Cave Cavanem! Immagino le parole della moglie Maria Soledad che alla fine della partita, con il piccolo Bautista in braccio, esclama: “Oddio! Mo questo si porta un altro pallone a casa! Dove li mettiamo?”. In effetti è il quarto quest’anno.

Mascara 6,5 – La rimonta è cominciata dopo il suo ingresso in campo fornendo anche l’assist per il gol vittoria. Mi ricorderò del gol del possibile 3 a 2 che si è mangiato perchè non dicevo così tante parolacce da anni.

Lucarelli 6,5 –  per il merito di aver dato il via di testa all’azione per il gol del 4 a 3. Mazzarri lo aveva voluto per fare questo.

Gargano sv

Per la serie “le ultime parole famose” ecco le dichiarazioni rilasciate durante la settimana prima della partita dal portiere della lazietta:
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commenti
  1. Rezog ha detto:

    La pagelle di Rezog

    De Sanctis 5 – Incolpevole sui gol

    Campagnaro 4 – ha colpe sui gol

    Cannavaro 4 – ha colpe sui gol

    Aronica 4 – una prestazione da 2, tuttavia con “l’autogol più intelligente della storia del calcio”(M.Gallo-Il Napolista) salva il Napoli da mille polemiche post-partita. Da domenica Ruiz titolare fisso!

    Maggio 7,5 – (vedi Gozer)

    Pazienza 5 – (vedi Gozer)

    Yebda 5 – (vedi Gozer)

    Dossena 7,5 – come Maggio

    Hamsik 6 – (vedi Gozer)

    Lavezzi 6 – vedi Hamsik

    Cavani 9 – Non la sua partita più brillante, come ha detto Di Canio: “A parte i 3 gol non ha fatto niente”. Ma ci accontentiamo del suo “minimo”.

    Mascara 6 – Sbaglia un gol fatto davanti a Muslera, ma si fa perdonare nell’azione dell’ultimo gol.

    Lucarelli 6 – Dà inizio all’azione dell’ultimo gol.

    Gargano 6,5 – Gli ultimi minuti in cui gioca lui è Napoli voglioso e combattivo anche per merito suo.

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