“Napoli ai quarti ma il principito è malinconico” e la curva A fischia l’inno

Pubblicato: 19/01/2011 in calcio napoli

Ieri grande serata allo stadio in curva A per assistere al match di coppa italia contro il bologna. Encomiabili gli striscioni esposti sia dalla tifoseria che dagli stessi giocatori azzurri per gianluca grava “ferito in battaglia”. Ridicolo invece è stato l’inno italiano suonato per ricordare i 150 anni di malaunità… ma proprio nella ex capitale del regno delle due sicilie dovevano farlo? A seguire la cronaca dettagliata della partita a cura del solito Mimmo Carratelli, alcune foto della serata, una sintesi video e il filmato fatto da me dei fischi della curva durante l’inno di mameli.

Il Napoli guadagna i quarti di Coppa Italia (contro l’Inter al “San Paolo” fra otto giorni) battendo il Bologna (2-1) nella serata di Fuorigrotta a prezzi stracciati (20mila spettatori). E’ stata la partita delle “seconde linee”. Con più voglia quelle del Napoli, timide e impacciate quelle del Bologna. Il Napoli ha schierato una formazione assolutamente inedita, più ancora che contro l’Utrecht. Turn-over in tutti i reparti. Ma se il Bologna lasciava a casa Di Vaio, Mudingayi, Viviano e Britos, Mazzarri portava in panchina i grossi calibri (Cavani, Maggio, Gargano, Cannavaro, Campagnaro) per ogni evenienza. Non ce n’è stato bisogno perché il Napoli è partito forte, con un bel primo tempo e due gol, manovra rapida a due tocchi, ottima prima parte di gara di Yebda (anche in gol per l’1-0), unico fuori partita Sosa che Mazzari richiamava fuori nella ripresa.
Nel secondo tempo, forse sicuro del risultato (9’ Yebda, 23’ Lavezzi), il Napoli ha perso brio e ordine in campo. Un errore di Cribari (fallo da rigore su Meggiorini dopo avergli sottratto la palla!) rimetteva in discussione il match col penalty realizzato dallo stesso Meggiorini (55’).
Il Bologna del secondo tempo era meno passivo, faceva più pressing, il Napoli calava. Malesani sostituiva i suoi due uomini migliori (70’ Pisanu per Meggiorini, 77’ Gavilan per Gimenez) e il Bologna non dava l’impressione di poter pareggiare.
Il primo tempo del Napoli è stato divertente con la concreta presenza di Yebda che si proponeva anche in fase offensiva. Zuniga seminava un po’ di scompiglio sulla corsia del diciottenne difensore spagnolo Cruz, ma poi si incartava. Mazzarri, pretendendo la vittoria, calava due assi in partenza. Lavezzi, prima punta, stavolta senza girare al largo, puntando a rete, e Hamsik che dispensava con parsimonia le sue giocate. Un Bologna incerto subiva senza reagire.
La difesa del Napoli tutta nuova (Iezzo, Santacroce, Cribari, Aronica) era poco impegnata dal solitario attaccante bolognese Meggiorini. Erano Radovanovic e Gimez in mezzo al campo a cercare di tenere a galla il Bologna. Ma in zona dominavano i centrocampisti azzurri con la diga inedita degli incontristi (Blasi e Yebda) e i rientri di Hamsik, di Zuniga e Vitale. Tra i difensori si distingueva Santacroce giocando splendidamente di anticipo. Un po’ lezioso Cribari fino all’errore del rigore. Blasi ha accusato visibilmente la mancanza di avere nelle gambe una partita vera, ma se l’è cavata limitando il suo raggio d’azione. Spingeva più Zuniga di Vitale.
Il vantaggio era immediato dopo due spunti di Lavezzi sulla destra. Difesa petroniana disorientata dai movimenti del Pocho e di Hamsik che si scambiavano spesso la posizione. Da un cross di Lavezzi da destra, dove l’argentino stava dettando legge, l’inserimento di testa di Yebda bruciava il portiere Lupatelli (23’). Chicca del franco-algerino, protagonista di un buon primo tempo (calava nella ripresa, ma teneva bene la posizione a centrocampo).
Era un Napoli che giocava in scioltezza con manovre veloci, aggressivo e intenso nella zona centrale. Pressava sul primo passaggio dei bolognesi ed era costantemente nella metà campo dell’avversario. Il Bologna, notevolmente rimaneggiato anch’esso, era praticamente assente. Era Hamsik a infilarsi a destra per il cross. Giochino di Lavezzi con due tocchi di destro nell’area piccola: prima metteva a sedere Esposito, poi spingeva deliziosamente in rete (23’).
Si giocava a mezze luci nella ripresa per un guasto ad alcuni fari del “San Paolo”, in ombra l’area di Iezzo. Match comunque regolare. Zuniga infuriava sulla destra fino a un lungo slalom e tiro deviato in angolo da un difensore (52’). Poi era Lavezzi a battere sull’esterno della rete dopo una penetrazione sulla stessa fascia (53’).
Il rigore di Meggiorini (55’) sembrava riaprire la partita, ma il Bologna arrancava pur risultando più vivo, con un migliore pressing e confezionando qualche buona combinazione offensiva. L’inguardabile partita di Sosa costringeva Mazzarri a sostituire il malinconico Principito con Cavani (65’). Poi l’infortunio di Vitale (74’ distorsione della caviglia destra) dava spazio a Maggio con Zuniga spostato a sinistra. I cambi del Bologna sono sembrati inspiegabili. Fuori Meggiorini, che cominciava ad essere pericoloso sulla fascia sinistra, dentro Pisanu (70’). Fuori anche Gimenez per Gavilan (77’). Prima di uscire, Gimenez in contropiede metteva in allarme la difesa azzurra: sul cross dell’uruguayano era Maggio, in area, a sventare la minaccia.
C’era tempo per vedere (?) Lucarelli in campo (86’ per Lavezzi), ma ormai la partita non offriva più spunti col Bologna incapace di puntare al pareggio e ai supplementari e il Napoli non più brioso ma compatto.
MIMMO CARRATELLI

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